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<i>Ferrero</i>: sostenibilità e sviluppo contro la crisi

MILANO I prodotti, la fondazione, le imprese sociali, Kinder+Sport: sono i pilastri su cui poggia la responsabilità sociale del Gruppo Ferrero. Un impegno – riferisce l’Ansa – nato oltre mezzo secolo fa, quando il fondatore Michele promosse ad Alba una serie di convegni di studi sociali, e che oggi viene ribadito con il quarto “Rapporto di responsabilità sociale d’impresa”, redatto sulla base dei parametri dell’organizzazione Global reporting initiative.
«Il nostro segreto è semplice: passione, innovazione ed etica. Crediamo nella politica del fare e non in quella del dire», spiega il presidente di Ferrero, l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, che ha presentato il rapporto a Milano. Quattro le colonne su cui poggia. «La prima colonna – dice Fulci – sono i nostri prodotti, rispettosi dei consumatori e delle loro aspettative. La sec
onda è la fondazione Ferrero, che si prende cura di tutti i nostri ex dipendenti vita natural durante. La terza colonna è costituita dalle Imprese sociali Ferrero, che in Africa e Asia contribuiscono alla crescita, alla salute e all’educazione dei bambini del posto. Quarta e ultima colonna è lo sport, uno dei veri modi per combattere l’obesità».

Azioni che si inseriscono in un’unica e più ampia filosofia, faro dell’attività dell’azienda albese in tutti i suoi aspetti: una “catena del valore” che parte dall’approvvigionamento delle materie prime – il più possibile etico e sostenibile – e passa attraverso la formazione delle comunità locali, include l’autoproduzione energetica, una logistica più integrata e “verde”, per finire con una comunicazione responsabile nei confronti del consumatore. Il tutto con una forte impronta italiana. «La Ferrero resterà italiana? Assolutamente sì – ha concluso Fulci – non c’è il minimo dubbio».

Il servizio completo sul numero di Gazzetta d’Alba in edicola martedì 16 luglio.