Il Presidente della Camera Boldrini sul reato di clandestinità

MILANO Famiglia Cristiana in edicola questa settimana pubblica l’articolato testo di Laura Boldrini sulla questione del reato di clandestinità. «L’Italia è stata come “anestetizzata”, insensibile e sorda non solo a chi chiedeva aiuto ma anche a chi reclamava solo il rispetto dei propri diritti», scrive il Presidente della Camera, «E purtroppo questo atteggiamento è stato trasversale, ha toccato – seppure con sfumature diverse – la gran parte delle forze politiche».

«La visita del Pontefice costituisce uno spartiacque: c’è un prima e un dopo la sua immagine sul molo con i migranti. Il richiamo alle responsabilità collettive e di ciascuno sembra aver fatto breccia, sia pure con qualche resistenza, proprio nel mondo politico. Certo, il cammino è ancora lungo per l’Italia: mentre gli Stati Uniti eleggono per la seconda volta un presidente che è figlio di un immigrato afroamericano, in Italia un’alta carica istituzionale si permette di definire “orango” una ministra di origini africane. Eppure sembra che qualcosa stia cambiando, anche se timidamente».

Alla campagna per l’abolizione del reato di clandestinità – lanciata da Famiglia Cristiana in concomitanza con la visita di papa Francesco a Lampedusa – hanno finora aderito Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, mons. Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento, mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano, don Armando Zappolini del coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, Gianni Bottalico, presidente nazionale Acli, Dario Antiseri, filosofo, Paolo Borgna, magistrato, Carlo Cirotto, presidente del Meic, Susanna Camusso, segretaria Cgil, Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Enrico Mentana, direttore del Tg La7 e numerosi lettori di Famiglia Cristiana.

L’intervento completo di Laura Boldrini è disponibile QUI.