Piero Rivetti: «La TARES è una vergogna»

GUARENE Unite dalle preoccupazioni di far quadrare i conti pubblici e pesare il meno possibile sulle finanze dei cittadini ma divise sulle strategie per ottenere tali obiettivi, maggioranza e opposizione guarenesi hanno dibattuto a lungo su Irpef e Tares, durante il Consiglio di martedì scorso. Se un primo dissenso tra le parti si era già manifestato sulle aliquote Imu, mantenute invariate rispetto allo scorso anno e approvate coi voti della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, lo scontro si è aperto sull’Irpef.

Nonostante la proposta della squadra di Franco Artusio fosse mantenere l’aliquota invariata rispetto al 2012 (ovvero pari allo 0,4 per cento), Carla Boffa ha manifestato la disapprovazione della minoranza, rimarcando «l’incoerenza con quanto promesso in campagna elettorale e vista la minaccia di nuovi aumenti dell’aliquota Irpef regionale». Alle molte proposte – da quelle più moderate e generiche di Anna Lusso, a quelle più estreme di Giovanni Gaschino («Diminuiamo la nostra Irpef, visto che sulle scelte regionali non abbiamo influenza») o di Sabatino Tripaldi («Mettiamo autovelox») – ha posto un freno il Sindaco: «Un punto percentuale equivale a 40 mila euro. Con l’aliquota comunale allo 0,4 per cento è previsto un gettito di 198 mila euro. Potremmo eliminare manutenzione strade, Estate ragazzi, scuolabus, pre e doposcuola, manutenzione dell’asilo. Io non me la sento di farlo».

Artusio è passato poi agli esempi concreti: «La Provincia ha dimezzato da 12 a 6 mila euro il contributo per il trasporto alunni, che costa 74 mila. 2.500 euro di spurgo fossi, ci mettono in difficoltà. Non si contano le ore di volontariato che i consiglieri e i cittadini offrono per imbiancare la Pinacoteca, riverniciare i giochi dei bambini o effettuare manutenzioni. Queste sono prove di buona volontà, il resto è aria fritta».

Il dibattito non è diminuito sulla Tares, sulla cui «iniquità» maggioranza e opposizione hanno concordato, al punto che il vicesindaco Piero Rivetti è sbottato: «È vergognoso che questa imposta venga definita “comunale”. Voto favorevole per rispetto della maggioranza di cui faccio parte ma resto fermamente contrario all’introduzione della Tares».

A illustrare le diverse aliquote e la ripartizione tra quota fissa e variabile a carico di ogni utenza ha pensato il dottor Fabrizio Gariglio che per mesi, insieme alla maggioranza, ha cercato come ottimizzare il servizio, limitando i costi.

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Artusio ha riassunto: «Cambiando l’appalto del servizio di raccolta, ottimizzando dal tipo di sacchetto usato al percorso dei passaggi abbiamo abbattuto i costi da 460 a 403 mila euro. Abbiamo praticato gli sconti massimi previsti per chi composta o si avvale di servizi di smaltimento professionali e applicato le tariffe minime imposte dalla legge. Sappiamo che la Tares peserà sulle famiglie e le aziende, ma siamo obbligati dallo Stato ad adottarla».

Valeria Pelle