Troppe risonanze inutili

argomento nuovo, ma periodicamente torna alla ribalta: l’inappropriatezza di un gran numero di risonanze magnetiche, problema tanto più sentito in un periodo in cui scarseggiano le risorse economiche. La scorsa settimana la Società italiana di radiologia medica (Sirm) ha rilanciato l’allarme di un recente studio internazionale pubblicato sull’European journal of radiology e presentato nella sede del consiglio nazionale dei medici spagnoli, secondo cui una risonanza magnetica lombare su tre sarebbe inappropriata. «Confermo», afferma Giampiero Murialdo, direttore del servizio di radiodiagnostica dell’Asl Cn2: «Ogni anno il nostro servizio effettua circa 5.000 risonanze magnetiche. La maggior parte di quelle articolari sono inappropriate: un esame appropriato dovrebbe avere conseguenze sulla terapia, cosa che molto spesso non si verifica», ossia l’esame si rivela superfluo. «Ad esempio, fare una risonanza magnetica su un ottantenne non serve: basta la radiografia per decidere se fare una protesi». Carlo Faletti, primario di radiologia al Cto di Torino e presidente della Sirm, ha affermato che la causa del problema dipende dai medici che esercitano la “medicina di compiacenza”, ovvero quella che dà ragione alle richieste del paziente, o che praticano la medicina difensiva, per coprirsi le spalle dal punto di vista legale.

Cosa ne pensa?

«È proprio questo il punto, quella che io chiamo “autoprescrizione” da parte degli utenti; infatti abbiamo in programma incontri di formazione con i medici di base », dice Murialdo. Non tutto è da buttare. Il radiologo conclude: «Oltre alle risonanze magnetiche articolari, occorre considerare l’altro lato della medaglia. Per gli esami al cervello, per patologie come tumori cerebrali e ischemie, l’appropriatezza sale al 60%. Infine, un terzo ambito, è quello dello studio delle patologie gastroenteriche, tutti esami prescritti dai nostri chirurghi e appropriati al 100%: chiaramente avendo poche risorse e poche macchine, dobbiamo dare priorità agli esami più appropriati».

a.r.