Un pastore buono

Ci siamo radunati per pregare e celebrare l’Eucaristia a suffragio del caro confratello don Prospero Destefanis, passato dalla vita terrena alla comunione piena e definitiva con il Signore alle prime luci dell’alba di lunedì 8 luglio. Nato a Montelupo il 24 luglio 1922, don Prospero avrebbe completato fra pochi giorni i 91 anni di vita. Ordinato presbitero il 29 giugno del 1946 dal vescovo mons. Luigi Grassi, insieme a un folto gruppo di compagni per buona parte ancora viventi, fu destinato viceparroco a Rodello, dove rimase per quasi dodici anni, fino a metà maggio del 1958.

L’esperienza pastorale che maggiormente ha segnato la sua esistenza, quanto a durata e intensità, è stata vissuta nella cura spirituale e materiale della piccola comunità dei Cappelli, frazione di Ceresole, dove è stato parroco dal 20 luglio del 1958 fino al 20 aprile del 2003: ben 45 anni di assiduo e scrupoloso adempimento della missione sacerdotale, durante i quali ha stabilito con la gente un profondo rapporto di paternità spirituale, che è continuato anche quando, per motivi di età e di salute, ha dovuto allontanarsene.

Accolto dal parroco di Monforte nella residenza don Carlo Ocole, vi è rimasto come cappellano premuroso e instancabile dal 5 giugno 2003 fino al giorno della morte. La sua condotta di vita, aliena da ogni comodità, il suo spirito di preghiera e la conoscenza dell’animo umano lo hanno reso confessore e consigliere spirituale ricercato e ascoltato.

Si prestava volentieri anche per le confessioni in parrocchia, come testimonia ancora oggi il nome scritto in una saletta a lui riservata; sempre schivo e umile, non ha mai voluto essere sotto i riflettori, anche se non gli sfuggiva nulla di ciò che avveniva nella Residenza, in parrocchia e nella Diocesi, volendo sempre essere informato di quanto succedeva.

L’affetto degli ospiti della casa di riposo e dei parrocchiani di Monforte si è aggiunto all’affetto dei “vecchi” parrocchiani della Beata Vergine Assunta dei Cappelli di Ceresole, che hanno continuato a coronare con una festa le tappe più salienti della sua vita e che già si preparavano a celebrare i 91 anni. Quando le condizioni di salute si sono fatte più fragili e incerte, don Prospero ha confermato la sua statura umana e spirituale, intensificando la preghiera e offrendo le sue sofferenze, con piena fiducia in Dio e abbandono alla sua volontà. Noi lo ringraziamo per il bene spirituale e materiale che ha seminato nei lunghi anni del suo ministero; chiediamo al Signore che lo accolga come servo buono e fedele nella gioia del suo Regno e preghiamo perché possano sorgere nuove e sante vocazioni sacerdotali.

Don Giancarlo Gallo, vicario generale