Vendemmia a ritmi lenti

VINO Dire che la situazione climatica del 2013 sia stata finora contraddittoria è quasi pleonastico. È vero che il vigneto, fra gli alberi da frutto, ha superato meglio l’ostilità climatica dei primi sette mesi del 2013, ma anche la vite ha dovuto affrontare non pochi momenti di disagio.

C’è chi dice che il 2013 è «un’annata di una volta», vale a dire con i ritmi più lenti degli ultimi 15 anni. In ogni caso, per condurre a termine una produzione ineccepibile dal punto di vista qualitativo e quantitativo, i viticoltori dovranno continuare a lavorare con attenzione e assiduità. Il rischio, infatti, è di trovarsi di fronte a produzioni disomogenee, con vigne molto cariche di grappoli e altre con raccolti molto inferiori.

L’andamento climatico dei primi sette mesi. L’inverno è stato lungo, ma atipico, vale a dire con temperature non troppo basse: i picchi negativi del mese di febbraio non sono stati prolungati. Anche le nevicate sono state poche e di scarsa entità. Il carattere dominante della primavera è stata l’umidità, dovuta a piogge frequenti e a volte anche molto abbondanti. Da metà marzo a fine giugno la “bagnatura” degli alberi è stata costante. Questo, da un lato, ha favorito il forte abbattimento delle produzioni frutticole (ciliegie e albicocche, soprattutto) e, dall’altro, ha portato una recrudescenza precoce della peronospora, con danni gravi in vigneti condotti anche da viticoltori con buona esperienza tecnica. La manifestazione precoce della peronospora sembra aver colpito maggiormente l’area del Barolo rispetto a quella del Barbaresco e al Roero, dove gli effetti sono più contenuti. Questo deriverebbe da un’anomalia climatica (eccesso di caldo in periodi precoci) che si è manifestata di più in quella zona, solitamente più fresca rispetto alle altre due.

La stagione estiva, per ora, ha avuto un andamento climatico alterno, con brevi periodi di caldo, interrotti da bruschi temporali, spesso anche piuttosto eclatanti. Il caso tipico è quello di lunedì 29 luglio, che ha portato danni piuttosto pesanti nel Casalese, nella zona di Nizza Monferrato e colline limitrofe e nella Valle Bormida fino a Cortemilia (ne parliamo anche nel servizio sull’annata delle nocciole di pagina 54, ndr).

L’evoluzione futura. I principali stadi evolutivi annuali della vite si sono manifestati con ritardo anche consistente rispetto agli ultimi anni: fioritura tra il 2 e il 10 giugno, allegagione conseguente e invaiatura adesso appena agli inizi. Questo significa che in vigneto c’è un ritardo di 1520 giorni rispetto al 2012. La fioritura ha dovuto affrontare situazioni climatiche alterne e, quindi, si è sviluppata con fatica. L’allegagione, invece, ha potuto contare su una maggiore stabilità climatica e così i grappoli sono spesso piuttosto compatti. Oggi, comunque, ci sono tutte le possibilità di portare a termine una nuova annata qualitativamente ineccepibile. Sarà fondamentale seguire da vicino l’evoluzione dei singoli vigneti in modo da assecondarne sia la quantità che la qualità. La diversa situazione produttiva da un vigneto all’altro potrebbe complicare l’attività già dai diradamenti estivi finalizzati ad assicurare un miglior equilibrio tra la vitalità della pianta e il suo carico di grappoli. La grande professionalità e la solida esperienza di tanti viticoltori aiuteranno a superare anche gli ultimi ostacoli in vista della vendemmia.

Giancarlo Montaldo