Buon prodotto, prezzi incerti

NOCCIOLE Un prodotto di eccellente qualità che necessita, rispetto agli anni scorsi, di una più lunga essiccazione al sole dopo la raccolta. È questo l’appello corale lanciato in questi giorni da tutti i protagonisti legati alla produzione della nocciola “Piemonte Igp”. È l’unica conseguenza negativa di una stagione partita con un ritardo di una ventina di giorni rispetto ai tempi tradizionali.

Gianluca Griseri, responsabile tecnico di Ascopiemonte, spiega: «Nei fondovalle la raccolta è praticamente conclusa, mentre nelle aree di media e alta collina, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, sarà necessaria una seconda passata, dopo la quale potremo fare le prime valutazioni reali in merito a quantità e qualità».

Giulio Traversa, direttore di Asprocor, aggiunge: «La produzione nelle zone medio-alte compensa i fondovalle, dove c’erano meno nocciole rispetto alla passata stagione. A conti fatti, quindi, si avrà una quantità media complessiva di poco inferiore a quella del 2012. Qualitativamente, analizzando un campione di cinquemila quintali (che offre già un senso sulla produzione totale in Piemonte), abbiamo frutti eccellenti, senza il “marcio” trovato l’anno scorso, anche perché i forti temporali di fine agosto non hanno inciso particolarmente sull’umidità».

Per il sindaco di Cortemilia Graziano Maestro: «La produzione nel territorio cortemiliese si attesta sui livelli della passata stagione, con un calo massimo del 10% e non del 25% come si pensava all’inizio della raccolta. Infatti, c’è stata una maturazione lenta che ha richiesto più passaggi di raccolta. Ora la cosa importante è lasciare le nocciole al sole per almeno sei giorni e non per i canonici due o tre. Per quanto riguarda il prezzo, la forbice indicativa del prezzo va dai 230 ai 250 euro al quintale a seconda della qualità, quotazione ben lontana dai 600 euro pagati nel 2005 per via della scarsa produzione di nocciole».

Sul prezzo, mentre è concorde il parere di Pier Giorgio Mollea della Marchisio nocciole di Cortemilia, leggermente diverso è il pensiero di Giulio Traversa, dell’Asprocor, secondo il quale le quotazioni per la “Piemonte Igp” vanno da 245 a 270 euro al quintale.

Mollea è d’accordo sulla buona qualità del prodotto: «Una quasi totale assenza di difetti tali da alterare le proprietà naturali e di conservazione del frutto e le caratteristiche morfologiche fa ben sperare per la trasformazione e l’utilizzo nell’industria dolciaria. La resa media si attesta intorno al 46%, mentre per quanto riguarda il prezzo, il ritardo della raccolta ha causato nervosismo del mercato e tensioni sul prezzo che si stabilizzerà nei prossimi giorni con la chiusura delle operazioni di raccolta ».

Aggiunge Antonio Marino, responsabile corilicolo di Confagricoltura Cuneo: «In questi giorni si sta ultimando la prima raccolta e gli imprenditori del settore sono unanimi nel dire che la produzione si attesta mediamente su un 25% in meno rispetto al 2012, anche se è prematuro stilare un bilancio definitivo poiché mancano ancora i dati delle seconde raccolte. C’è da augurarsi che a fine raccolta tutto l’impegno profuso venga compensato dalle quotazioni del prodotto, che attualmente non sono ancora ben definite».

Interessante anche il parere di Marco Robaldo, sindaco di Cravanzana: «Malgrado le prospettive sfavorevoli di fine agosto, la raccolta ci sta dando più di quanto ci aspettassimo, con grandi soddisfazioni a livello qualitativo. Il raccolto nella zona di Cravanzana e Feisoglio terminerà entro la fine della settimana con il secondo ed eventuale terzo passaggio. Il prodotto è eccellente e di media produzione, con uno scarto minimo di nocciole vuote: se nel 2012 la macchina scartava un sacco di vuote ogni sette-otto di piene, quest’anno il rapporto è di uno a venti».

Fabio Gallina