Ripartire dalla strada

ALBA Il primo incontro del ciclo Ripartire dalla strada, organizzato dal centro servizi per il volontariato Società solidale (Csv) di Cuneo, per raccogliere le esigenze e i progetti del volontariato, si è svolto ad Alba giovedì 19 settembre. Giorgio Groppo, presidente del Csv, ha esortato la partecipazione e la passione civile perché in questo periodo così difficile l’intento è di mettersi in ascolto e di rilanciare nuove prospettive. Al termine del ciclo di appuntamenti, infatti, si creerà un tavolo di concertazione coinvolgendo i rappresentanti di tutta l’area.

Da sinistra: l’assessore Luigi Garassino, Giorgio Groppo, Sergio Taricco e Roberto Giachino.

Groppo ha ricordato la frase di monsignor Giulio Nicolini, già vescovo di Alba: «I grandi edifici si costruiscono con tanti piccoli mattoni ». Sergio Taricco, presidente della Consulta comunale del volontariato di Alba, ha sottolineato l’importanza di ascoltare le associazioni e i volontari che ogni giorno operano sul campo per recepire le proposte. La serata è stata aperta a un vivace dibattito e alle segnalazioni di esigenze e criticità del territorio: la mensa dei poveri proposta da don Luigi Alessandria, direttore Caritas; la collaborazione tra associazioni e istituzioni in mancanza di fondi; costituire una rete tra sodalizi per imparare a progettare insieme; l’emergenza dei giovani, per citarne alcune.

Ha concluso il vicesindaco Franco Foglino, veterano volontario albese: «Le difficoltà sono enormi e stiamo vivendo un cambiamento epocale. Dobbiamo saper riprendere il lavoro, reinventarlo e non pensare più al passato. Proviamo altre possibilità, cerchiamo di essere creativi, partendo dalla nostra cultura contadina così ricca di valori».

Giorgia Barile

Casa e anziani sono le urgenze

Roberto Giachino è presidente del consorzio socio-assistenziale Alba, Langhe e Roero.

Nel contesto di crisi, quale può essere il ruolo del volontariato?

«Per i consorzi socio-assistenziali piemontesi esistono problemi di cassa, perché i trasferimenti sono diminuiti di un terzo e non si può coprire una simile limitazione solo con un processo di ottimizzazione. Si è costretti a ritoccare l’offerta di servizi. Per le aree di intervento facoltative le associazioni di volontariato diventano fondamentali. Ma il volontariato è imbrigliato in alcuni settori a causa dell’applicazione di norme studiate per il mondo del lavoro. Il terzo settore non può sostituire il pubblico e non deve snaturarsi, ma mantenere la spontaneità, coordinato da una struttura pubblica».

Quali sono le emergenze?

«Le emergenze sono: la domiciliarità, la casa, gli anziani. Con la carenza di fondi siamo più manchevoli nell’assistenza economica alle famiglie che fanno fatica a pagare le bollette e rischiano lo sfratto. Anche sui servizi di domiciliarità pesano i tagli. Una necessità emergente è quella dei soggetti che hanno bisogno di essere amministrati, perché non sanno gestire il proprio patrimonio».

Ripartire dalla strada mettendosi in ascolto: giusto?

«Il titolo di questa serata è quanto mai azzeccato perché parte da un’esigenza. E sulla strada noi ci siamo e raccogliamo le istanze e le richieste di aiuto».

Quali risultati si sono raggiunti in campo socio-assistenziale?

«I piani di zona sono stati redatti con grande impegno e hanno strutturato interventi di alto profilo, compatibili con momenti di maggiori risorse. Oggi si pensa a progetti meno complessi, perché le necessità odierne hanno bisogno di concretezza».

gio.ba.

Luigi Garassino: «La vera emergenza sono i giovani»

Abbiamo posto alcune domande all’assessore alle politiche familiari e sociali del Comune di Alba Luigi Garassino.

Quali sono le emergenze ad Alba, Assessore?

«Il rapporto tra istituzione e mondo del volontariato è ricco e solido, ma dev’essere sempre chiarito. In questi anni di difficoltà socioeconomica i Comuni sono costretti a svolgere funzioni di supplenza nei confronti delle istituzioni di più alto livello e c’è il rischio di “caricare” l’associazionismo di funzioni sostitutive. Le emergenze attuali ad Alba sono quelle del lavoro, della casa, del cibo».

Con quali strumenti si riesce a intervenire?

«Con molte difficoltà, soprattutto nel campo socio-assistenziale. Stiamo cercando di mantenere l’impianto dei servizi attraverso impegni finanziari straordinari. È stato appena approvato dalla Giunta il bando da 22 mila euro per la presentazione di progetti di volontariato rivolto alle organizzazioni di volontariato. Inoltre, domenica 13 ottobre si svolgerà Volontariato in piazza, organizzato con il csv Società solidale».

Il mondo del volontariato è cambiato con la crisi?

«I volontari hanno bisogno di un ricambio generazionale, mail servizio civile volontario è stato annullato nel più completo silenzio. I giovani stanno soffrendo molto per la crisi. C’è una disoccupazione giovanile del 40 per cento e sono in aumento i cosiddetti neet, i ragazzi che non lavorano né studiano. Siamo concentrati sulle emergenze,ma dovremmo essere attenti alle trasformazioni. Si pensi alla comunicazione digitale, che coinvolge la pubblica Amministrazione nel rapporto con i cittadini, con un forte rischio di esclusione. Chi meglio dei giovani potrebbe dare una mano?».

gio.ba.