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Un film albese in concorso a Londra

CINEMA Parlerà anche albese il Raindance film festival, il più importante festival del cinema indipendente del mondo, in programma a Londra dal 25 settembre al 6 ottobre e vetrina universalmente conosciuta per registi e produzioni emergenti, da cui sono usciti fenomeni cinematografici come Pulp fiction, Memento e The blairwitch project. Tra i sette filmitaliani in concorso ci sarà anche The repairman, lungometraggio prodotto dalla monticellese Aidìa, casa di produzione nata nell’estate del 2011, per iniziativa di Filippo Margiaria e Paolo Giangrasso.

Filippo Margiaria e Paolo Giangrasso

Il film, girato fra Carru, Trinità, Mondovì, Diano e Grinzane Cavour, porta in scena la storia di Scanio Libertetti, un mancato ingegnere che si guadagna da vivere riparando macchine da caffè e segue un corso di recupero punti in un’autoscuola di provincia. Chiamato a spiegare in che modo abbia perso la patente, travolge insegnante e compagni di corso con il racconto, lungo quanto un film, del suo ultimo, avventuroso, anno di vita. Questo l’incipit di una storia che si sviluppa tra amici invidiosi, un misterioso squillo insistente di un vecchio telefono e lo zio panettiere che lo incoraggia a valorizzare le sue doti. In questo sottobosco Scanio si muove in equilibrio precario fra le contraddizioni del mondo moderno, fino all’incontro con Helena, giovane inglese trasferitasi in Italia per lavorare come esperta di risorse umane, un incontro che sembrerà chiudere il cerchio nella vita dell’uomo. The repairman rappresenta l’opera prima di Paolo Mitton, regista italiano, formatosi tra Belgio, Francia, Spagna e Inghilterra. Gli attori protagonisti sono Daniele Savoca (Scanio) e Hannah Croft (Helena) al centro di un cast molto affiatato e tutto piemontese formato dallo stesso Paolo Giangrasso, da Fabio Marchisio, Irene Ivaldi, Francesca Porrini, Alessandro Federico, Lorenzo Bartoli, Elena Griseri, Beppe Rosso e Anna Bonasso. Una produzione dal respiro internazionale (parte della postproduzione è stata realizzata negli studi londinesi Analog),ma che non dimentica le proprie radici cuneesi. «Il sogno», spiega Filippo Margiaria, «è di arrivare a una distribuzione italiana, sarebbe il giusto premio, dopo due anni di intenso e appassionato lavoro». E chissà che il Raindance film festival non possa essere, come in passato, per registi che hanno riscritto la storia del cinema, un trampolino di lancio per un film in cui si respira a pieni polmoni l’aria di Alba e delle Langhe, il cui valore è stato già riconosciuto dal fondo regionale della Regione (FiPFilm investimenti Piemonte).

Marcello Pasquero