PICCOLI NEGOZI crescono

COMMERCIO Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio regionale, nel volume Il commercio in Piemonte 2012, nell’anno appena trascorso non si evidenziano particolari cambiamenti nella rete distributiva dei 1.206 Comuni sabaudi. 79 centri sono privi di esercizi commerciali, 609 sono serviti esclusivamente da esercizi di vicinato, 397 registrano la presenza di medie e grandi strutture e 117 hanno almeno un centro commerciale. Sono presenti in Piemonte 63.771 esercizi di vicinato, 3.817 medie strutture di vendita, 119 grandi strutture e 286 centri commerciali, all’interno dei quali operano 2.962 esercizi.


Le province di Vercelli, Asti, Verbania Cusio Ossola e Biella rilevano il numero più alto di Comuni serviti da esercizi di vicinato, mentre molti municipi di Asti, Cuneo e Alessandria sono privi di servizi. Il 94 per cento della popolazione della provincia di Torino è servita da strutture medio-grandi, seguita da Novara con l’89 per cento e da Cuneo con l’87, che predilige la media struttura di vendita.

CUNEO

La provincia di Cuneo rappresenta una situazione anomala rispetto al panorama descritto dall’Osservatorio regionale del commercio. Le medie strutture disegnano una flessione intorno all’1,50 per cento: sono 11 in meno rispetto all’anno precedente, con 12 aperte e ben 23 chiuse; al contrario, gli esercizi di vicinato – 508 – registrano un saldo positivo dello 0,65 per cento, con un incremento di sessanta strutture. Cuneo resta una delle province con il maggior numero di Comuni privi di servizi commerciali, 30, in parte perché situati in aree commercialmente deboli o a ridosso di altre molto forti (quasi il 35 per cento dei Comuni sono serviti da strutture medie, fornendo circa l’87 per cento della popolazione della provincia).

MERCATI

Sono presenti nella Granda 9.748 esercizi di vicinato e 35 centri commerciali, di cui 14 di piccola struttura e 21 di grande. La provincia di Cuneo rappresenta una buona offerta per quanto riguarda i mercati ambulanti, seconda solo a Torino, con 195 – circa il 17,5 per cento del totale –, di cui sessantacinque di carattere alimentare. Cuneo, nuovamente al secondo posto dopo Torino, conta oltre 2.900 esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di cui 36 nuovi nell’ultimo anno, ai quali si aggiungono 425 circoli e oltre 300 agriturismi.

PICCOLI NEGOZI

Gli esercizi di vicinato hanno segnato, secondo i calcoli sulla base del saldo tra le nuove aperture e le cessazioni verificatesi nell’intervallo tra una rilevazione e l’altra, una flessione pari al 2 per cento; sono state 3.603 le nuove aperture a localizzazione singola contro le 3.686 chiusure. A incidere su questo dato è soprattutto la provincia di Torino, che attesta 39 esercizi in meno. È in positivo, seppure inferiore rispetto agli anni passati, il bilancio per gli esercizi di vicinato aperti nelle gallerie dei centri commerciali con 1,7 punti in più e 37 nuovi esercizi. Le medie strutture di vendita hanno subìto la perdita di 35 esercizi ma, allo stesso tempo, registrato un aumento della superficie di vendita, un dato emblematico della razionalizzazione delle risorse. I centri commerciali segnano un saldo positivo anche per il 2012, con l’aggiunta di 6 nuovi centri di media superficie e 5 di grande. L’offerta commerciale è completata dal commercio su area pubblica, che si conferma essere un punto di forza della rete distributiva del territorio regionale.

RISTORANTI E BAR

In Piemonte si contano 928 mercati ambulanti, cui si possono aggiungere 182 posteggi isolati. Dei primi, 187 comprendono più di 50 banchi e svolgono un ruolo di primo piano nei luoghi in cui si collocano; 320 mercati, invece, hanno un numero di banchi compreso tra gli 11 e i 50. I centri più piccoli vengono serviti dai restanti 603 piccoli mercati e parcheggi isolati.
Il Piemonte resta forte, inoltre, per le attività di somministrazione di alimenti e bevande; 20.645 tra ristoranti e bar, a cui si aggiungono 2.787 circoli privati e 1.006 aziende agrituristiche. La rilevazione ha conteggiato, sulla base del saldo tra nuove aperture e cessazioni, 348 nuovi esercizi di somministrazione, derivanti da 881 nuove aperture e 533 cessazioni.
Manuela Anfosso

L’INTERVISTA Viglione: Basta ipermercati!

“Gazzetta ha parlato con Giuliano Viglione, direttore dell’Associazione commercianti albesi, dei dati presentati dall’Osservatorio regionale del commercio nell’indagine Il commercio in Piemonte 2012.

 Il panorama albese è allineato con quanto emerso dal panorama regionale, Viglione?

«I dati dell’Osservatorio rispecchiano, in linea di massima, la situazione del territorio albese. Nella nostra zona, il commercio denuncia una sostanziale tenuta. Nel 2012 Alba ha registrato un saldo leggermente positivo tra aperture e chiusure di negozi. Un grande aiuto è giunto dal turismo, che è cresciuto, con circa 5.000 addetti occupati. L’indotto legato all’enogastronomia contribuisce a sostenere il commercio tradizionale».

 Quale ruolo svolgono gli esercizi di vicinato?

«Nella nostra realtà territoriale, poco servita dai trasporti pubblici, il negozio di vicinato rappresenta un caposaldo importante, un patrimonio per la comunità e riveste un ruolo sociale. Molti esercizi commerciali hanno ampliato la propria offerta, mettendo in vendita prodotti tipici locali e creando un incremento del turismo nelle zone periferiche. I negozi di vicinato hanno una funzione essenziale e vitale anche per il centro di Alba».

 E le medie e grandi strutture?

«Da qualche tempo nessuna media struttura è stata aperta e non se ne preannunciano. Stiamo patendo le conseguenze delle autorizzazioni rilasciate in passato. L’impatto sulla rete distributiva tradizionale è stato incisivo, non solo per le vendite sottratte ai negozi di vicinato ma anche per l’aumentato traffico e l’inquinamento».

m.a.