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Che fine ha fatto l’HOSPICE?

SANITÀ I locali erano già stati trovati e preparati. Così anche il personale, che avrebbe dovuto far funzionare l’hospice, ovvero quel particolare reparto – realizzato in un’ala del Santo Spirito, posta nel cortile interno – adibito all’accoglienza delle persone malate terminali. Poi però il progetto si è arenato. E adesso, nel suo primo documento, con il quale affronta lo spinoso tema della sanità locale, Alberto Bergesio – neosegretario del circolo Pd braidese – mette l’accento proprio su questa vicenda. Scrive Bergesio: «Il Partito democratico braidese ritiene di fondamentale importanza la questione sanitaria locale, che versa ormai in gravi condizioni, le cui cause sono radicate nell’amministrazione della sanità da parte della Regione Piemonte e in particolar modo della giunta Cota».

E poi, evidenziando i punti da affrontare con urgenza (cantiere di Verduno, tagli alla spesa dell’ospedale unico Alba-Bra, mancate nomine di primari, turni massacranti per il personale e sblocco delle assunzioni) si sofferma sul problema dell’hospice.

Continua: «Credo che vada disposta al più presto l’apertura del reparto hospice nell’ospedale Santo Spirito, perché è importante introdurre un trattamento più dignitoso per i malati terminali, sempre nell’ottica dell’umanizzazione della medicina». A livello internazionale, l’hospice viene definito come «luogo d’accoglienza e ricovero temporaneo», in cui il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita, con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale. Include il sostegno psicologico e sociale delle persone che sono particolarmente legate al paziente (partner, familiari, amici), per cui si può parlare dell’hospice come di un luogo in cui si effettua un approccio sanitario inclusivo, che va oltre all’aspetto puramente medico della cura, intesa non tanto come finalizzata alla guarigione fisica (spesso non più possibile) ma letteralmente al “prendersi cura” della persona nel suo insieme.

Il precedente Piano sanitario regionale, che già si occupava di questa struttura, prevedeva la realizzazione di ben otto posti letto al Santo Spirito.

Conclude il direttore generale dell’Asl Cn2, Francesco Morabito: «Quella dell’hospice di Bra è una nostra priorità, ritengo questo servizio molto significativo per una particolare fascia di malati. A tal punto che ho già avviato diversi contatti con la Regione, proprio per spingerla a intervenire. E probabilmente dovrebbe arrivare un finanziamento ad hoc, che destineremo all’attivazione di questo progetto che va nella direzione di una sempre maggior qualità del servizio che offriamo agli ammalati che si rivolgono a noi».

 Valter Manzone