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Complesso della Maddalena, un tesoro da ristrutturare per il bene di Alba

ALBA Visto il fiorire di iniziative sulla programmazione urbanistica di Alba, teniamo a precisare che AlbaArchitettura è un’associazione di architetti, esclusivamente culturale e ha a cuore solamente l’interesse cittadino. Le sue opinioni e le sue prese di posizione possono essere politiche soltanto nel senso, assai lato, che l’architettura e l’urbanistica sono discipline che hanno un evidente impatto sulla collettività e sul sociale.

Ci riferiamo alla lettera a firma dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio, riportata sulla Gazzetta d’Alba di martedì 29 ottobre scorso, dal titolo “Bisogna modificare gli accessi al cortile della Maddalena”. Innanzi tutto non possiamo che manifestare la nostra soddisfazione per il fatto che l’argomento cominci a interessare la cittadinanza e le organizzazioni che hanno a cuore la città di Alba e i suoi monumenti, e che contemporaneamente ci si accorga che il tema del complesso della Maddalena (come sarebbe bello non chiamarlo più “cortile”!) ha un peso e un significato che coinvolge l’intero centro storico albese.

Il complesso della Maddalena nel disegno tratto dal volume “Il Teatro sociale di Alba – Modernità e tradizione”, edito nel 1997 dalla Celid

Noi, architetti che facciamo capo all’associazione AlbaArchitettura ci occupiamo del tema della Maddalena da tempo e abbiamo preso contatti con l’Amministrazione comunale per conoscere nei dettagli il progetto, che attualmente è limitato quasi esclusivamente all’area delle palestre, e il suo processo di formazione. Vale a dire i pensieri e le considerazioni che hanno guidato il progetto sia nella sua fase nascente sia nella sua attuale fase esecutiva.

Riuniti in un gruppo operativo di lavoro, già costituito, intendiamo portare concretamente il tema all’attenzione della collettività, avendo già costruito una documentazione di rilievi e di indagini e avendo in corso di elaborazione una serie di pensieri e di proposte operative. Riteniamo che il complesso della Maddalena sia un’occasione essenziale di riqualificazione urbanistica e dei servizi del centro, che richiede di superare l’ottica breve di un mandato di cinque anni, troppo breve per trovare le risorse per un’azione efficace, per diventare invece un progetto di lungo periodo, da attuare nel tempo e da perseguire con costanza e continuità.

Un’occasione che non può andare persa perché non si colgono le profonde implicazioni e i collegamenti che un complesso come questo ha con il resto del centro e con l’insieme di edifici che lo circondano, sia quelli contigui (Teatro, liceo classico, San Domenico, area della scuola materna, per citarne alcuni), sia con il complesso degli edifici di servizio pubblico e privato di quella porzione storica della città. E con le possibilità di uso e di destinazione, con la viabilità, con gli spazi circostanti, con i vuoti urbani che la disegnano e la innervano.

Vorremmo dire che, sebbene sia operativamente necessario, è difficile circoscrivere a priori un ambito di progetto, concluso in se stesso, tale è l’ampiezza del tema. Per questo l’associazione AlbaArchitettura vorrebbe coinvolgere la cittadinanza, sentendo pareri e proposte attive degli albesi, evidenziando i temi che intorno alla Maddalena si aprono. Si tratta di uno spazio vastissimo che non può e non deve rimanere estraneo alla città, come è ora, ma che può diventare una piazza viva, un luogo di sosta e di transito, di collegamento fisico e funzionale con altre strutture e altri edifici. Non si può e non si deve rinunciare all’influenza positiva che potrebbe esercitare sulla città e perfino sul territorio circostante.

Ma non si tratta semplicemente di aumentare le possibilità di accesso o di attraversamento della nuova “piazza”. Il tema offre occasioni molto più ampie e significative. Abbiamo ovviamente anche esaminato altre città che hanno avuto occasioni simili, italiane e straniere, e abbiamo cercato di capire quali siano stati i progetti, i tempi, gli effetti di operazioni complesse e ampie nei progetti e nelle ambizioni. Vorremmo che Alba fosse anche lei in grado di utilizzare un’occasione così importante e propizia.

L’associazione AlbaArchitettura