Visita pastorale del Vescovo di Alba

Monsignor Giacomo Lanzetti alla Vicaria di Alba dal 10 novembre al 15 dicembre 2013

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Questa edizione del settimanale Gazzetta d’Alba desidera raggiungere tutte le famiglie della Vicaria per annunciare la prossima visita pastorale del nostro Vescovo. Anzitutto è un evento di grazia, ringraziamento del dono della fede, incoraggiamento comunitario e invocazione dello Spirito Santo affinché sostenga la missione della Chiesa. In secondo luogo il Vescovo viene per conoscere pastoralmente le nostre comunità parrocchiali, incontrare personalmente i sacerdoti e i laici impegnati nelle attività parrocchiali (liturgia, catechesi e carità), visitare le strutture (chiesa e oratorio, archivio e registri), sentire i Consigli pastorale ed economico, le associazioni ecclesiali, i gruppi più significativi presenti e per aiutarci tutti a vivere meglio la vita di fede.

 La realtà religiosa albese 

Divenne particolarmente intensa e dinamica durante il Concilio Vaticano II e negli anni seguenti. Personalità di maestri ed educatori hanno inciso profondamente nella formazione dei sacerdoti, religiosi e laici, ed esteso la loro influenza oltre i confini della Diocesi. Indimenticabili sono mons. Natale Bussi, mons. Agostino Vigolungo, mons. Piero Rossano per la loro vasta cultura e per la formazione del clero e del laicato; mons. Giovanni Battista Gianolio, don Angelo Stella e don Valentino Vaccaneo per l’apertura alle problematiche sociali e per la formazione di comunità parrocchiali emergenti. Altro frutto è stato lo slancio missionario e caritativo che vide fiorire gruppi di solidarietà, di volontariato per l’assistenza e di sensibilità verso le povertà. Gli anni dopo il Concilio sono stati un periodo di rinnovamento in tutti i settori della vita ecclesiale, ma pure fortemente turbato da tensioni tra innovatori e conservatori sugli orientamenti pastorali. La crisi più grave si è avuta con il calo delle vocazioni e la costante diminuzione del clero. Nelle parrocchie cittadine si tentarono nuove esperienze per coinvolgere i genitori nella crescita dei loro figli, per la maturazione degli adolescenti con la Cresima, per la preparazione al matrimonio dei fidanzati e la loro crescita cristiana con i gruppi sposi e famiglie. Nella liturgia, grazie a mons. Mario Mignone, grande è stato l’impegno per il rinnovamento secondo il Concilio e per una partecipazione più cosciente e attiva dei fedeli all’assemblea festiva. In questi ultimi anni si sono fatti strada progetti di nuova evangelizzazione in tutte le parrocchie per risvegliare la coscienza cristiana da un crescente appiattimento.

 Quali prospettive

Il Concilio ha maturato una visione di Chiesa “popolo di Dio” immerso nel mondo e l’urgenza di “una nuova evangelizzazione”. Questa visione è imposta dal superamento dell’immagine troppo clericale e piramidale della Chiesa e dal calo preoccupante delle vocazioni. Si richiede una nuova pastorale che coinvolga tutte le forze ecclesiali, formi laici alla corresponsabilità e valorizzi le loro capacità. In particolare si deve convergere maggiore formazione e attenzione al Consiglio pastorale, chiedendoci quale apporto esso dà alla vitalità della parrocchia. Una seconda verifica deve riguardare l’evangelizzazione e la celebrazione dei sacramenti, come vengono celebrati e quali risultati si vedono. Un’altra domanda ci interroga sulla testimonianza della comunità verso le povertà, gli immigrati, le istituzioni che toccano la famiglia. Sarà possibile, per incidere sull’ambiente sociale e civile albese, cercare di attuare una “pastorale d’insieme”, cioè meno “campanilistica” e più “comunitaria”? I fedeli delle parrocchie albesi avranno già notato che, da qualche anno, si sta cercando di camminare in questa direzione. La visita pastorale è una bella occasione per stimolare il rinnovamento ecclesiale “in un mondo che cambia”, “e per incoraggiare le energie di tutti”. Sono prospettive che non devono essere differite per non mancare all’appuntamento con la storia, la quale si muove in forme sempre più veloci ed esige risposte anche religiose.

 I sacerdoti della Vicaria di Alba

 

Come una grande festa

Tra le tante possibili definizioni di visita pastorale, quella di festa è la più coinvolgente. Una festa dove ci sono tutti, grandi e piccoli, capi e gregari. Nessuno è escluso, estraneo o di troppo. Proprio come quel ritrovarsi che periodicamente avviene nelle famiglie. Fa piacere ritrovarsi nella comune casa di origine, nessuno si preoccupa se tutto non è perfetto, nessuno è venuto per controllare, fare le pulci o dare i voti come a scuola. Tutti sanno che c’è accoglienza reciproca, che nessuno ha la puzza sotto il naso, né alcuno pretende di avere le soluzioni in tasca per i problemi altrui. Sì, la visita del Vescovo può diventare l’incontro gioioso dei fedeli con il proprio pastore e di questi con loro, un fatto di Chiesa, dove si è disponibili a camminare insieme, non intruppati o costretti, allineati e uniformi, ma perché nella Chiesa lo stile è diverso per tutti. Come avviene negli incontri di famiglia si parla, si fanno progetti e, perché no?, si sogna; vengono fuori dubbi, difficoltà, perplessità e ostacoli, ma anche progetti e aspettative. Si parla dell’oggi, ma già guardando al futuro: quello della Chiesa in questa nostra città. Sorgono tante domande: l’attuale configurazione delle parrocchie, la funzione dei preti (che saranno sempre di meno) e dei laici cristiani (il cui ruolo è solo proclamato a parole), le strutture sostenibili (e quelle da trasformare), le collaborazioni (da attivare, prima che la necessità obblighi a soluzioni coatte). La visita pastorale può essere l’avvio di un confronto sereno e realistico, fatta insieme da: Vescovo, preti, diaconi, religiosi e laici (uomini e donne), dove le tensioni, le aspettative, i modi di sentire e di vedere vengono a galla, nessuno giudica o viene giudicato, perché ciò che è in ballo non sono le proprie opinioni, ma la cura e l’amore per la Chiesa, che può solo essere costruita insieme. Una Chiesa fatta di persone e di famiglie che hanno una storia, ma che vogliono anche avere un futuro. Le difficoltà che tutti riscontriamo in Alba per vivere e comunicare la fede non saranno certamente risolte da strutture e organizzazioni, ma il ritrovarsi insieme delle parrocchie con il Vescovo per delineare un cammino di futuro spinge alla responsabilità, fa nascere la missione, dà gioia e coraggio, costruisce la Chiesa. Una Chiesa che è consapevole che quanto sta facendo è solo un piccolo tentativo, per dire meglio il Signore Gesù.

Piero Reggio

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