Tre albesi denunciano Beppe Grillo

ALBA «Abbiamo denunciato Beppe Grillo per istigazione di militari a disobbedire alle leggi, reato previsto dall’articolo 266 del Codice penale e punito con la reclusione fino a 5 anni, commesso dal leader del Movimento 5 Stelle per mezzo della lettera aperta inviata il 10 dicembre al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, al capo della Polizia di Stato e al Capo di Stato maggiore dell’esercito, pubblicata sul blog beppegrillo.it, nonché riportata da diverse testate giornalistiche nazionali, con la quale si incitano i militari a disobbedire alle leggi, a violare il giuramento dato e a disattendere i doveri inerenti al loro stato». Sono le parole degli albesi Pietro Ramunno, Walter Cavallaro ed Edoardo Zerrillo, che nella giornata di venerdì 13 dicembre hanno sporto denuncia contro Beppe Grillo presso la caserma dei Carabinieri di Alba.


I denuncianti hanno fatto scrivere a verbale le parole usate da Grillo nel suo blog, rivolte ai vertici militari e della Polizia: “Vi chiedo – ha scritto il leader del Movimento 5 Stelle – di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le Forze dell’ordine non meritano un ruolo così degradante”.

«La critica politica è sempre legittima», rilevano i tre albesi, «ma noi riteniamo, da cittadini, che occorra mettere un argine a questa pericolosa delegittimazione delle istituzioni, esasperata dall’incitamento ad azioni contrarie allo Stato di diritto e così pericolosamente simile a derive anti-democratiche del passato. A maggior ragione nella Città di Alba, medaglia d’oro al valor militare, la cui storia dovrebbe averci insegnato qualcosa. Il grido di dolore che arriva da ogni parte del Paese, il malessere e l’esasperazione devono essere ascoltati e la politica ha il compito di fornire delle risposte e in tempi rapidi. Ma quando la protesta assume forme violente e ci sono personaggi come Grillo che sfruttano questi avvenimenti per fini elettorali, incitando le forze di sicurezza all’insurrezione e alla rivolta, c’è bisogno di un sussulto di dignità civica. La nostra è un’iniziativa a titolo personale: una scelta da cittadini preoccupati. Abbiamo deciso di presentare la denuncia perché il dibattito politico sta scadendo sempre più in basso e riteniamo questa una deriva pericolosa. Siamo convinti, invece, che debba tornare una politica alta: scambi di idee e di confronto, ma sempre all’interno di un dibattito civile».