La casta albese rinuncia a due milioni

LA BUONA NOTIZIA Nell’albese l’amministrazione della cosa pubblica costa meno. Lo dice l’ammontare dei compensi del sindaco, dei membri della Giunta e dei Consigli di amministrazione delle società partecipate. Al momento del loro insediamento, nel 2009, Maurizio Marello, gli assessori e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Cavalli decurtarono i propri assegni del 15 per cento; tre anni più tardi è seguito un ulteriore taglio del 10 per cento. Due assessori e alcuni consiglieri hanno inoltre deciso di lasciare nelle casse comunali tutti i loro emolumenti, l’Amministrazione ha risparmiato circa 100 mila euro ogni anno (circa 500 mila euro nei cinque anni di mandato), che nel 2014, come ha spiegato il vicesindaco Franco Foglino, serviranno per contenere i tagli di trasferimenti statali e finanziare la trasferta albese per le Olimpiadi delle città gemelle a Bergama, in Turchia.

Il contenimento della spesa ha interessato pure la ventina di società alle quali il Comune partecipa e con buone probabilità continuerà a farlo, visto che il decreto “Milleproroghe” pare eliminerà la norma che imponeva la partecipazione in un solo ente. Ai rappresentanti albesi in queste aziende è stato chiesto un sacrificio, cosa che ha determinato un abbassamento dei compensi previsti per i membri dei Consigli di amministrazione di ogni partecipata (i consorzi socio-assistenziale e dei rifiuti lo hanno dovuto fare per legge), «equivalente», precisa il sindaco Maurizio Marello, «a un risparmio compreso tra i 250 e i 300 mila euro all’anno, o di un milione di euro se si considerano gli ultimi quattro anni (l’abbassamento dei compensi è stato decretato con il rinnovo dei Cda, avvenuto in molti casi dopo il 2010)».

Su tutti spicca il caso di Apro, i cui amministratori hanno deciso di lavorare gratuitamente, assicurando un avanzo di spesa di 100 mila euro all’anno. Ma, ad esempio all’Ente fiera del tartufo i compensi non ci sono mai stati. Tirando le somme, il tesoretto accantonato nell’ultimo quinquennio nella zona di Alba sfiora i due milioni.

«È giusto che, in un momento così difficile chi ha responsabilità pubbliche dia l’esempio», ha chiosato Maurizio Marello. Un segnale che, sperano gli «amministratori virtuosi», possa essere colto anche da chi frequenta i palazzi romani, magari per evitare quei tagli che spesso suonano come una beffa.

Enrico Fonte