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L’albese Marta Giovannini (Pd) a Roma per la nuova legge elettorale: “Riforma storica. Giusto l’incontro Renzi-Berlusconi”

L’albese Marta Giovannini (foto d’archivio) è stata menzionata da Renzi durante il suo discorso dal palco della Direzione nazionale del Pd

ROMA Parla anche albese l’Italicum, il disegno di legge elettorale varato dal Partito democratico del nuovo segretario Matteo Renzi. Era presente infatti anche la vicepresidente del Consiglio comunale di Alba e rappresentante dell’associazione “Adesso l’Alba”, Marta Giovannini, alla riunione che si è tenuta lunedì 20 gennaio a Roma, nella quale la Direzione del Pd ha approvato, con 111 favorevoli, 34 astenuti e nessun voto contrario, la proposta per riformare il sistema di voto italiano avanzata dal Sindaco di Firenze.

Giovannini, nonostante le polemiche legate alla scelta di Renzi di condividere la proposta di legge con Silvio Berlusconi, la Direzione nazionale del Pd, di cui lei fa parte, ha approvato a larga maggioranza. Cosa ne pensa?
«Credo che si sia compresa la bontà della proposta di Renzi, finalizzata non come credevano molti a fare cadere il Governo bensì  a superare il Porcellum. Si tratta, a mio avviso, di una riforma storica».

Come cambierà il sistema di voto se la proposta “renziana” diventerà legge?
«La proposta di legge elettorale prevede l’assegnazione di un premio di maggioranza a chi abbia ottenuto almeno il 35 per cento dei voti, che porti al 53 per cento minimo e al 55 per cento massimo. Il premio potrà dunque raggiungere al massimo il 18 per cento. Se nessuno otterrà il 35 per cento, si andrà al ballottaggio tra due coalizioni. Resterebbero le mini-liste bloccate di sei candidati per circoscrizione e gli sbarramenti: al 5 per cento per i partiti in coalizione e all’8 per cento per le forze politiche che correranno da sole. I candidati da inserire nelle liste verrebbero scelti con le primarie e, quindi, dai cittadini».

Ci saranno altre novità?
«Insieme alla revisione della legge elettorale, si intende superare il bicameralismo perfetto. In parole povere, si vuole modificare la Costituzione affinché la fiducia spetti solo a una Camera e vengano eliminate al Senato l’elezione diretta dei membri e le indennità, con un risparmio di denaro pubblico pari a circa 1 miliardo di euro. Inoltre, si prevede di diminuire le competenze delle Regioni, con conseguenti snellimenti burocratici, di abbassare le indennità dei consiglieri regionali e di cancellare i rimborsi per i gruppi. Rimborsi che di recente hanno dato origine a molti scandali. Per portare a termine queste riforme occorrerà qualche mese e, pertanto, è indispensabile salvaguardare l’attuale Governo».

Se lo aspettava l’incontro di Renzi con Berlusconi?
«Condannato o no, Silvio Berlusconi è il leader di Forza Italia e, come tale, andava necessariamente interpellato su una riforma così importante». 

È sempre convinta che Renzi sia la persona giusta per risollevare e ammodernare il Paese?
«Oggi più di prima. Renzi ha un’energia incredibile, tipica di chi è abituato a lavorare a livello territoriale e a non rimandare le decisioni».

Enrico Fonte