Settimana corta: la Regione garantirà l’apertura al sabato (ma non per tutti)

ISTRUZIONE «Negli ultimi dieci anni, in Italia, le politiche scolastiche non le ha decise il Ministero dell’Istruzione ma quello dell’Economia e questo è assurdo perché le risorse dovrebbero tararsi sulle esigenze della didattica e non il contrario», dichiara l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio, «I costanti tagli da Roma hanno costretto le Province, ultimo anello del sistema, ad affrontare il tema della settimana corta, concentrando le lezioni su cinque giorni, invece che sei, per risparmiare, in mancanza di risorse da destinare alle spese di riscaldamento e trasporti. Nella nostra regione, la scuola è un’eccellenza. Noi abbiamo a cuore l’istruzione dei nostri figli e mettiamo, prima di tutto, la qualità dell’offerta didattica. Motivo per cui, d’accordo con l’Ufficio scolastico provinciale, per gli istituti superiori dove la riorganizzazione del calendario su cinque giornate causerebbe un danno alla didattica stessa, e non è materialmente fattibile, sarà la Regione a farsi carico dei costi del sabato, sostenendo e integrando così le possibilità di spesa delle Province».