Sindaci e industriali cuneesi contro lo Stato: «La burocrazia uccide!»

CUNEO «I problemi dei comuni sono gli stessi delle imprese». È iniziata con queste parole, pronunciate dal sindaco di Boves Mario Giuliano, la protesta dei sindaci cuneesi contro l’eccesso di burocrazia che blocca le attività amministrative e la mancanza di risposte da parte del Governo. Protesta accolta e rilanciata da Confindustria Cuneo, insieme alle associazioni di categoria vicine agli artigiani. Lunedì 3 febbraio, dopo l’incontro in Prefettura –  al quale hanno partecipato oltre quaranta primi cittadini della Granda che hanno consegnato ai rappresentanti dello Stato un documento con l’elenco delle oltre duecento pratiche e incombenze che stanno paralizzando i comuni – la manifestazione si è spostata nella sede dell’Unione degli industriali.

Prossimamente, con buone probabilità, verrà organizzata una manifestazione di piazza. Restano in piedi anche altre ipotesi più pesanti e provocatorie, come una “serrata” generale o le dimissioni temporanee di tutti i sindaci. «Abbiamo lanciato l’iniziativa “La burocrazia uccide”», precisa Luca Gosso, primo cittadino di Busca e portavoce del Movimento dei sindaci, «Ci troveremo a breve per raccogliere le idee, coinvolgere tutte le associazioni di categoria e pianificare una modalità di protesta unitaria».

«I sindaci dei piccoli comuni sanno quali sono i problemi della gente, i piani alti no. I politici vivono sulla luna», ha dichiarato Franco Biraghi, presidente di Confindustria Cuneo. «È già tutto pubblicato sul sito», protesta ancora Luca Gosso, «Invece ci chiedono di fare due volte lo stesso lavoro: questa burocrazia ci sta uccidendo». «Le leggi cambiano continuamente, noi abbiamo sempre meno dipendenti, le persone sono disperate e nessuno ci dà delle risposte», dice Mario Giuliano, sindaco di Boves. «Come facciamo a fare un bilancio al 28 febbraio se sappiamo nulla dei trasferimenti? Senza parlare del Patto di stabilità che impone delle norme impossibili da rispettare. E poi esce la legge secondo cui chi non ha pagato i propri debiti entro il dicembre 2012 può oggi farlo contando su risorse prima bloccate dal Patto. I sindaci onesti sono, in pratica, “cornuti e mazziati”. Ci siamo tagliati le indennità, usiamo le nostre risorse personali a servizio della città, siamo i cittadini che danno il buon esempio. Insomma, siamo da rispettare. Con queste norme non si fa competitività, non si premiano le persone serie, anzi il risultato è quello opposto».

Maurizio Bongioanni