Beppe Fiorello a Serralunga d’Alba: «Imitavo De Niro, ma il mio mito era Modugno»

SERRALUNGA D’ALBA Visto che siamo in pochi vi racconto Modugno è il titolo dell’incontro di sabato 29 marzo alla fondazione “Mirafiore” con Beppe Fiorello. L’attore, interprete di Modugno nella fiction Volare, ha raccontato la storia del cantante con alcune canzoni. Gazzetta d’Alba, grazie alla collaborazione dello staff, ha raccolto alcune domande.

Come è nata la passione per Domenico Modugno?
«
L’amore per Modugno è iniziato molto prima della fiction. È una passione che mi ha tramandato mio padre, che tra l’altro assomigliava fisicamente al cantante. Durante i viaggi per raggiungere la casa della nonna cantava solo le sue canzoni, che mi hanno accompagnato a partire dall’infanzia, facendomi scattare una scintilla. Per questo, ero terrorizzato dall’idea di doverlo interpretare».

Parliamo della sua carriera. Ha sempre sognato di fare l’attore?
«Lo desideravo ma ero troppo timido per pensare di coronare questo sogno. Da piccolo mi chiudevo in bagno e imitavo i grandi del cinema, primo tra tutti Rober De Niro in Taxi driver. Fondamentali per la mia affermazione sono stati Marco Risi, che mi iscrisse al primo provino, e Niccolò Ammaniti».

Oltre che per il piccolo schermo, lei recita anche a teatro. Pensa che tv e opere teatrali possano svolgere anche una funzione politica?
«Che arrivi dal teatro o dalla televisione una buona idea può cambiare il mondo. L’arte in generale ha una responsabilità anche politica».

Gli appuntamenti della fondazione “Mirafiore” proseguiranno mercoledì 2 aprile, alle 18.30, con John Elkann, che terrà una lezione dal titolo “Il cambiamento” e sabato 5 aprile, alle 18.30, con Luca Telese per un incontro sul tema del rispetto nel confronto.

Manuela Anfosso