Facciamo chiarezza sull’obbligo di cambiare le gomme da neve

Negli ultimi giorni si è generato un clima di incertezza tra gli automobilisti a causa delle possibili sanzioni per chi non provveda alla sostituzione degli pneumatici invernali durante i mesi estivi.

Va tenuto in considerazione l’indice di velocità, ovvero la lettera stampata sulla gomma al fondo del codice che ne riporta la misura (vedi illustrazione sotto). I pneumatici invernali, se rispondono alle caratteristiche riportate sul libretto di circolazione, possono essere usati tutto l’anno. Spesso però –  sfruttando il fatto che è consentito, d’inverno, montare coperture con un indice di velocità inferiore di un solo livello rispetto ai pneumatici estivi –  si usano per i mesi freddi gomme non indicate sul libretto di circolazione che sono meno costose,  ma sono irregolari se “calzate” anche d’estate.

È bene ricordare che se gli pneumatici risultano danneggiati da rigonfiamenti o da tagli, sgonfi, sovraccarichi dal peso  o con il battistrada liscio si è comunque passibili di sanzioni.

«Il consiglio – aggiunge l’albese Gian Paolo Ravera, rappresentate provinciale dei gommisti – è quindi quello di rivolgersi all’autoriparatore gommista di fiducia per far controllare con regolarità i propri pneumatici. In particolare, se durante l’inverno avete montato gomme con un indice di velocità non conforme a quello riportato sulla carta di circolazione della propria autovettura, entro il 16 maggio sarà necessario provvedere alla sostituzione degli stessi, e non solo per evitare di incorrere in sanzioni, ritiro della carta di circolazione e invio alla revisione. Pur con tutti i dispositivi attualmente presenti sulle nostre auto, tutti utilissimi, le gomme rappresentano di fatto l’unico contatto con l’asfalto e rivestono un’importanza fondamentale per la nostra incolumità durante la circolazione».

«Più in generale, in questo come in altri settori, – conclude Domenico Massimino, presidente provinciale di Confartigianato imprese Cuneo – è sempre opportuno affidarsi a imprese, serie e qualificate, che con le loro esperienze e competenze, possono assicurare non solo un lavoro fatto a regola d’arte e al giusto prezzo, ma permettono realmente una maggior sicurezza. Ci stiamo riferendo non solo agli autoriparatori, ma anche agli alimentaristi, a parrucchieri ed estetisti, agli installatori elettrici e termoidraulici, a tutti quei piccoli imprenditori, insomma, che hanno fatto della professionalità e qualità la loro ragion d’essere e che, nonostante la crisi, continuano a rappresentare il vero motore produttivo del sistema economico italiano».