Alba, musica di Testa alla Maddalena ritrovata

ALBA Dopo un restauro durato quasi dieci anni, giovedì 18 settembre, alle 18 – avvio con gli sbandieratori della Moretta –, si taglierà il nastro delle ex palestre del complesso della Maddalena in cui saranno ospitati la nuova sala polifunzionale Beppe Fenoglio, che custodirà due preziose opere di Pinot Gallizio, e i locali dell’istituto civico musicale Lodovico Rocca. La sorpresa dell’ultim’ora è legata alla presenza del cantautore Gianmaria Testa, il quale inaugurerà l’ala dell’edificio restituita agli albesi con un concerto da non perdere. «La presenza di Testa, che ha voluto esserci, nonostante molteplici impegni presi da tempo», spiega l’assessore ai lavori pubblici Alberto Gatto, «conferisce ulteriore interesse a una cerimonia che restituirà agli albesi un luogo caro, che tornerà a vivere e diverrà un punto di riferimento». Il cantautore di origine cavallermaggiorese si esibirà accompagnato dagli allievi dell’Istituto civico musicale. Seguiranno i discorsi delle autorità e dei rappresentanti della fondazione Crc, che ha finanziato i lavori di restauro.

In esclusiva per Gazzetta d’Alba, l’interno della nuova sala dedicata a Beppe Fenoglio

Oltre al recupero e all’arredamento delle ex palestre è stata realizzata la pavimentazione di una parte del cortile della Maddalena, che sarà maggiormente integrato con la città, grazie a due varchi che lo collegano con piazza Borsellino. L’isolato della Maddalena ha sempre mantenuto una propria unicità, a differenza della maggior parte dei quartieri del centro storico albese che hanno subìto invece ampi frazionamenti. Il complesso architettonico ha cominciato a definirsi grazie all’insediamento nel 1442 del convento domenicano fondato da Margherita di Savoia, conseguente al possesso da parte dell’Ordine degli Umiliati, che vi collocò la propria sede fino agli inizi del XIX secolo.
Marcello Pasquero

Denise: porfido, Luserna e pure un bed and breakfast

Denise Gonella, ventiseienne architetto castagnitese, nella propria tesi di laurea specialistica appena conseguita, ha reinventato il complesso della Maddalena, punto nevralgico ancora al centro di un’opera di restauro da ultimare. La tesi propone una valorizzazione di un luogo in cui si concentrano diverse funzioni socioculturali. «La biblioteca e il museo, insieme all’istituto musicale, creano già di per sé un fulcro culturale, ma non hanno abbastanza richiamo sul contesto urbano», spiega Denise, che propone di occupare i locali che rimarranno vuoti dal trasferimento del liceo artistico con alcuni negozi, per costituire un unicum con via Maestra. Lungo la manica dell’edificio che si affaccia su via Mandelli continuerebbe la serie di negozi, riaprendo il porticato che percorre la manica sul lato del cortile, restituendo l’aspetto originario, prima dell’intervento degli anni Settanta dell’Ottocento.

Un’immagine del complesso albese tratta dalla tesi di Gonella.

Il cortile della Maddalena diverrebbe una nuova piazza, «adottando una pavimentazione in porfido e lastre di pietra. Lungo i percorsi sarebbero collocate varie “isole” di studio e relax, accostate a piccole aree verdi», spiega Denise. La novità sarebbe un bed and breakfast-foresteria che  occuperebbe l’intera manica est dell’edificio: «Penso a una ventina di camere per il soggiorno sia dell’espositore che arriva in fiera che della famiglia che decide di visitare Alba. La funzione della struttura ricettiva, però, non si limiterebbe alla durata della Fiera del tartufo bianco, essendo il turismo ormai costante durante tutto l’anno: potersi appoggiare a una foresteria, che si affaccia direttamente su uno spazio urbano significativo e frequentato da giovani e studenti, sono convinta, diventerebbe un valore aggiunto per il complesso della Maddalena e per Alba», conclude la giovane Denise Gonella.
m.p.

L’impegno della fondazione Crc

I lavori di recupero dell’ex convento della Maddalena, iniziati nel 2005, sono stati interamente finanziati dalla fondazione Cassa di risparmio di Cuneo con oltre 4,6 milioni di euro. Il restauro del complesso della Maddalena fa parte dei lavori su tre beni simbolo che nel 2005, in occasione dei 150 anni dalla nascita della Cassa di risparmio di Cuneo, la fondazione decise di promuovere a Cuneo, Alba e Mondovì. «Con l’inaugurazione del complesso della Maddalena, la fondazione Crc conclude gli interventi, restituendo tre luoghi simbolici e di grande tradizione», commenta il presidente Ezio Falco. «Si tratta di interventi attraverso cui abbiamo voluto ribadire le origini storiche dell’istituzione – nata nel 1992 dalla Cassa di risparmio di Cuneo, in cui erano confluite le casse di Alba e Mondovì – e mettere a disposizione spazi con una forte connotazione sociale, adatti a iniziative culturali, espositive e di promozione».