Don Valentino, l’Amico di tutti

ALBA Oltre cento persone hanno ricordato don Valentino Vaccaneo a due anni dalla scomparsa. Di seguito proponiamo uno degli interventi proposti da un gruppo di amici del sacerdote albese.

Valentino carissimo,

sono passati due anni da quando ti sei “trasferito” in Paradiso, dove, sicuramente, avrai già organizzato qualcosa, incontrato amici  con i quali dar vita a gruppi inediti, salutato le tante persone che già sono andate avanti.

E’ superfluo dire quanto ti ricordiamo e, soprattutto, cerchiamo di sentire e far vivere la tua presenza nelle nostre vite, negli incontri, nel lavoro, nel quotidiano.

Sei nelle nostre preghiere, quando il giorno comincia: non ci piace salutarti con “L’eterno riposo …”, tu sempre così affaccendato. Preferiamo dirti “L’eterna vita …” perché crediamo che, di cominciamento in cominciamento, la vita di chi già dimora in Dio si arricchisca e renda bella e gioiosa quella degli altri.

Sei nelle nostre giornate faticose, dove è per tutti impegnativo coniugare famiglia, lavoro, impegni vari: tu, pur non perdendo mai tempo ne trovavi sempre da dedicare a chi ti chiedeva qualcosa, qualsiasi cosa: un consiglio, pane, un abbraccio, una porta aperta, fosse anche solo una fotocopia.

Sei nel nostro lavoro fatto bene, in quello più umile come nel più prestigioso. Tu che dicevi  che, prima di impegnarsi in opere di volontariato, occorre assolvere bene il compito a cui si è chiamati, con la consapevolezza di servire la vita.

Sei negli incontri festosi, sei nelle soste con gli amici. Tu che hai speso la  vita perché le persone si incontrassero e si volessero bene; tu che hai cantato ballato, raccontato e finto di suonare per creare armonia e conoscenza; tu che hai fondato comunità e vissuto in una di esse, aprendo la porta della tua casa e del tuo cuore agli Amici e a chi, ferito, faceva fatica ad andare avanti; tu che, fedele alle tue origini contadine, fino alla fine hai sognato un Campo in cui seminare Amicizia e raccogliere buoni frutti da farne partecipi tutti; tu che, insieme al tuo amico don Michele, recitavi ogni giorno “Credo la Comunione dei santi e delle cose sante che è la vera Chiesa”.

Sei nei gesti di generosità piccoli e grandi, soprattutto quelli agiti nel silenzio e nel nascondimento; tu che dicevi sempre che “l’essenziale è condividere ciò che siamo, ma per arrivare a questo è necessario condividere ciò che abbiamo…”

Sei nei gesti che fanno nobile la vita di un uomo, quando ci scandalizziamo ancora per i tanti orrori del mondo, quando diciamo “no!” a un’ingiustizia, quando difendiamo un debole, anche a costo di perderci qualcosa… Tu che tuonavi contro le omertà, le ingiustizie, i perbenismi di facciata, le falsità; tu che scrivevi, che denunciavi, che ti indignavi, senza paura di calpestare i potenti, animato dal coraggio di chi cammina con la Beatitudine nel cuore.

Sei nei nostri figli, nei nostri ragazzi, nei loro entusiasmi e nei loro colpi di testa. Tu amavi profondamente i giovani, soprattutto quelli che avevano sbagliato: per loro inventavi percorsi nuovi, aprivi spiragli di senso, cercavi linguaggi appropriati.

Sei nelle nostre seti di senso, nel nostro bisogno di pienezza, nella parte migliore di noi: tu che ci hai additato sempre altri e alti orizzonti, tu che ci hai spronato a volare alto, a superare invidie e gelosie che alzano barricate nei percorsi comunitari, tu che ci hai fatto conoscere i profeti del nostro tempo, i cercatori del volto di Dio, i testimoni che dicono Dio con la loro vita.

Sei qui, nella tua Chiesa che volevi fosse la casa di tutti.

Ti abbiamo amato molto, Valentino: da te ci siamo sentiti sorretti e custoditi; ti vogliamo bene; ora che abiti in una casa che è altro e che è oltre, continueremo ad amarti per il tempo che ci sarà dato da vivere, perché noi sappiamo, come scriveva il poeta francese, che “AMARE significa dire: TU NON MORIRAI”.