La Cina scopre Barolo: in Piemonte potrebbero arrivare 300 mila turisti in più

BAROLO Un futuro imprevisto Lo scorso 23 novembre, in una nuvolosa giornata autunnale, per le vie ripide di Barolo camminavano due signori con il cappotto lungo. Dietro, le loro consorti. Facevano foto al castello, si guardavano attorno stupefatti. Proprio come tanti turisti. Loro, però, rappresentavano qualcosa di ben più grande. Erano Hu Jinxing, presidente dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai, e il direttore esecutivo Zhu Yuhua. Due cariche istituzionali che potrebbero cambiare le sorti di Alba e dintorni. In altre parole: la Cina, potenza economica maggioritaria a livello internazionale, si dimostra per la prima volta autenticamente interessata ai paesaggi vitivinicoli dell’Unesco e al Barolo. Lo dimostra nel concreto, salendo su un aereo e visitando le colline. Il contesto generale è Expo 2015: per la rassegna di Milano – basata appunto sui temi dell’alimentazione e quindi le vino – una grande fetta di visitatori arriverà dalla Cina. Dunque, le istituzioni s’interessano al “re del vino” e al contesto circostante.

 

300 mila turisti? La vera novità però è quella dietro le quinte dell’iniziativa di Barolo: si chiama BookingPiemonte.it, il portale per le prenotazioni turistiche online della Regione che ha reso possibile l’arrivo dei cinesi tra le colline. Come ci ha spiegato l’amministratore delegato del progetto, Paolo Antonini, «L’associazione Cina-Italia è uno dei cinque esclusivisti cinesi dei biglietti per Expo 2015: per l’evento milanese in Cina sono già stati venduti 1,2 milioni di biglietti e l’obiettivo è arrivare a due milioni. In generale, però, lo scopo che ci proponiamo è quello di sviluppare relazioni turistiche che potrebbero in futuro portare in Piemonte 300 mila turisti cinesi all’anno. Non si tratta di un’impresa semplice: le nostre strutture ricettive devono essere capaci di adattarsi alle esigenze – gastronomiche, culturali, quotidiane – dei cinesi, diverse dalle nostre. Lavoreremo con passione per consolidare il legame tra i due paesi». Insomma, il progetto del tutto innovativo potrebbe cambiare le sorti della Regione dal punto di vista turistico, quindi economico e sociale. Intanto, la delegazione cinese ha concluso la prima visita a Barolo con una visita al museo, un aperitivo, un pranzo al ristorante. «Come dice il proverbio cinese, meglio vedere una volta che ascoltare cento volte», dice il direttore esecutivo Zhi Yuhua prima di andarsene. Il futuro, è tutto da giocare.

Matteo Viberti