Una corona di fiori nel Tanaro per ricordare le vittime dell’alluvione 1994

ALBA Una grande corona di fiori bianchi gettata nel fiume Tanaro dal ponte di corso Torino mercoledì 5 novembre ad Alba in memoria delle nove vittime dell’alluvione del 5 e 6 novembre 1994, quando la città venne travolta da Tanaro e Talloria.

A vent’anni esatti da quella tragedia, il sindaco Maurizio Marello insieme all’ex sindaco Enzo Demaria, primo cittadino nel 1994, ha lanciato nel fiume il cuscino di fiori in ricordo di Caterina Giobergia e Felicita Bongiovanni morte all’interno della casa di riposo Ottolenghi, Maria Magliano Sobrino e il nipotino Riccardo Sobrino travolti dall’acqua in via Piera Cillario, i coniugi Daniele Vola e Daniela Mascarello travolti presso la ditta Aimeri, Emiliano Rossano di Macellai travolto dalla piena del Tanaro nella zona del ponte nuovo della tangenziale di Alba, i coniugi Carmine Iannone e Maria Di Paola di Nichelino morti per l’alluvione sulla tangenziale di Alba mentre stavano rientrando a casa dopo una cena. « Per noi sono tutte importanti da ricordare perché, come recitato da Ugo Foscolo ne “I sepolcri”, nessuno morirà mai completamente se sarà mantenuto vivo nella memoria di chi è rimasto». Così, l’Assessore alla Protezione civile Alberto Gatto ha ricordato le persone scomparse vent’anni fa.

Prima il sindaco Marello aveva menzionato le vittime in provincia di Cuneo: «sono state 29, 70 in tutto il Piemonte. Persero la vita in una notte tragica – ha rammentato – in cui sono saltati tutti i collegamenti, in cui il grande Tanaro ha travolto più della metà dei comuni del Piemonte. Oggi ricordiamo parlando della Protezione civile, dei volontari, delle opere fatte, parliamo di futuro, ma i familiari di queste persone scomparse sono stati segnati in modo indelebile ed hanno fatto fatica in questi anni a guardare avanti. Ci stringiamo attorno a loro impegnandoci sulla sicurezza e sulla prevenzione per evitare che in futuro ci siano ancora vittime in circostanze simili».

Poi, il Sindaco ha passato il microfono all’ex sindaco Demaria: «Allora non c’era la Protezione civile albese – ha ricordato – ma molti volontari dedicarono giorno e notte alla rinascita della città. Ma se le opere si ricostruiscono, i morti non tornano più. Pertanto questo non deve più succedere».

Poi, in serata nella Chiesa di San Giuseppe in tanti hanno partecipato alla proiezione in prima nazionale del documentario “Acqua e terra” scritto e diretto da Federico Moznich sull’alluvione nelle provincie di Cuneo, Asti e Alessandria con le testimonianze di chi c’era ed ha affrontato quei giorni.

 

Gli appuntamenti del programma “20 anni dopo” a ricordo dell’alluvione del novembre 1994 continuano:

 

Giovedì 6 novembre alle ore 16 il sala “Beppe Fenoglio”, via Vittorio Emanuele 21, l’incontro dibattito “Alba: il lavoro prezioso 1994-2014, vent’anni dopo l’alluvione del Tanaro” organizzato da Flai Cgil. Più tardi, alle 21 al Teatro sociale “Busca” lo spettacolo teatrale “Voglio raccontarti una storia” a cura di Roberto Cavallo Oliviero Corbetta ed Erica società cooperativa.

Venerdì 7 novembre alle ore 8.30 appuntamento nelle scuole albesi per un’attività di sensibilizzazione al rischio idrogeologico. Per l’iniziativa, alle ore 11, il sindaco Maurizio Marello interverrà durante l’incontro nella palestra della scuola media “Macrino” di corso Europa. In serata alle ore 20.30 la fiaccolata della memoria in piazza Risorgimento con partenze da via Riondello e piazzale Ferrero.

Sabato 8 novembre dalle ore 12 alle ore 14 a Palazzo Banca d’Alba info point rivolto ai volontari che parteciparono ai soccorsi nel 1994, mentre alle 19.30 gli stessi volontari condivideranno esperienze, testimonianze e cena sociale.

Domenica 9 novembre alle ore 9 nella sala consigliare ci sarà il saluto del sindaco Marello ai volontari e la consegna degli attestati e alle ore 10.30 la santa messa nella Cattedrale di San Lorenzo. Il ciclo di eventi si chiude alle ore 17.45 in piazza Risorgimento con l’arrivo della camminata “AndarTan” e l’incontro pubblico a cura di Anna Rastello e Riccardo Carnovalini.