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Govone, via ai restauri nel castello

 GOVONE. Un milione per gli interventi, focus sulle sale cinesi. Obiettivi: apertura quotidiana del maniero, aumento del numero dei visitatori. Il paese roerino da molti anni ha individuato nel turismo la sua vocazione e sta operando, attraverso lavori pubblici e manifestazioni, in questa direzione. Da venerdì sono iniziati i lavori al castello per un totale di un milione di euro, finanziati da fondi europei elargiti attraverso la Regione, in vista dell’Expo. I soldi verranno impiegati per il restauro delle sale cinesi, tra gli spazi più prestigiosi presenti nella struttura. Le stanze, tappezzate con carte dipinte, sono quattro: camera di parata, camera di udienza (con i cicli della porcellana e del tè), camera da letto (cicli della seta e del riso) e gabinetto (con disegni di uccelli e fiori). Le carte cinesi di Govone dovrebbero risalire alla metà del ’700, quando l’apprezzamento per l’esotico raggiunse l’apice. Ci sono stanze ben conservate nei castelli di Stupinigi, di Racconigi, Masino, San Martino Alfieri e alla Villa Agliè a Torino. Il restauro rappresenterà anche occasione di un approfondito studio sulle peculiarità tecnico-costruttive del manufatto e sulle caratteristiche tecnico-esecutive.
Nelle sale cinesi verranno anche realizzati lavori di restauro conservativo sul pavimento, così come nella sala a ponente dell’andito e nella camera di udienza del re, dove oggetto di recupero saranno anche le volte. La ditta che si occuperà degli interventi è la Edil restauri di Vicenza.
All’avvio dei lavori era presente anche la Soprintendenza regionale ai beni culturali che da anni si occupa della progettazione dei restauri al castello. Quello appena iniziato è il primo lotto (si concluderà entro aprile 2015) di un progetto complessivo per risistemare la struttura nella sua interezza, che avrà un costo di 20 milioni di euro. Grazie a un contributo della fondazione Crc di 50 mila euro inizieranno a breve anche gli interventi sugli stucchi della Galleria Alfieri.
 Roberta Bertero