RotoAlba, la rabbia del patron Veneziani dopo l’interruzione improvvisa di corrente elettrica

ALBA Giovedì scorso RotoAlba è rimasta al buio. Enel Distribuzione ha infatti interrotto l’erogazione di energia elettrica a causa di un contenzioso con l’azienda fornitrice, fermando così la produzione della storica stamperia albese che conta circa 150 dipendenti.

Duro il commento di Guido Veneziani, patron dell’omonima azienda editrice milanese proprietaria di RotoAlba dal 2012: «Si tratta di un fatto gravissimo. Enel ci ha staccato l’elettricità senza aver minimamente preavvisato il responsabile dello stabilimento. Una mossa che ha messo a rischio l’incolumità delle persone che lavorano ai macchinari. Fortunatamente non si è fatto male nessuno, tuttavia ci sono stati danni ai macchinari stessi, alle schede elettriche e a tutti i meccanismi di sicurezza per i quali ci rivarremo nelle sedi opportune. Nella nostra esperienza non avevamo mai assistito a una situazione del genere». «Lo stabilimento», prosegue Veneziani, «si è dotato subito di un impianto elettrogeno e la produzione riprenderà a breve (il riferimento era alla serata di venerdì, nda)».

Intanto il clima in azienda continua a essere teso. «Questa settimana», spiega Nicola Gagino della Slc-Cgil, «abbiamo chiesto un incontro con la proprietà in Confindustria per capire le reali prospettive dello stabilimento. Infatti, continuano a esserci ritardi nei pagamenti». «Alcuni dipendenti non hanno ancora percepito lo stipendio di settembre, mentre tutti sono in attesa di quello di ottobre», gli fa eco Lina Simonetti della Fistel-Cisl. «Abbiamo chiesto che venga usata la cassa integrazione straordinaria che avevamo aperto per tutti i dipendenti per due anni. Rimaniamo in attesa ma siamo preoccupati».

Lo scontro tra lavoratori e proprietà era deflagrato a luglio con il licenziamento di cinque dipendenti, poi reintegrati, e lo sciopero con assemblea permanente seguito da un corteo di protesta. La situazione sembrava essere tornata alla normalità dopo la firma degli accordi, ma il malumore tra i dipendenti permane. Soprattutto alla luce dei diversi sacrifici che l’intesa impone ai lavoratori, tra cui, oltre a undici esuberi, il trasferimento a Milano di una decina di persone, la terziarizzazione dei servizi di logistica, pulizie e portineria, nonché la soppressione del servizio mensa, l’eliminazione della quindicesima e le sei domeniche lavorative obbligatorie.

Roberto Buffa

No al concordato in continuità, si va avanti con il piano di ristrutturazione

Nei giorni scorsi si è fatta sempre più insistente la voce secondo cui la direzione di RotoAlba sarebbe in procinto di presentare al tribunale una richiesta di concordato preventivo in continuità. La notizia viene però smentita dallo stesso Guido Veneziani: «Si tratta di una diceria dannosa, soprattutto in questo momento in cui è in atto un piano di ristrutturazione aziendale. Il giorno in cui decideremo di avvalerci di un simile strumento sarò il primo a comunicarlo». ro.bu.