Apro: ex allieva conquista il mondo della moda con La Tilde

ALBA Mercoledì 17 dicembre è stato un giorno speciale per le ragazze che frequentano la Scuola di moda dell’Apro di Alba. Dopo il successo del loro video promozionale che ha raggiunto 2.300 visualizzazioni su Facebook, ora hanno avuto l’opportunità di conoscere i segreti di un marchio emergente del mondo della moda: La Tilde dell’ex allieva Laura Garello.

Gli ingredienti del successo per la designer Garello sono: «Competenze che nascono da questi banchi, una sana passione per la creatività, il disegno, la moda e il cucito, il tutto condito da un po’ di pazzia e determinazione. Da sola ­- continua Laura -­ ­non ce l’avrei mai fatta, per rendere concreta un’idea è necessario realizzarla» ed è solo quando sua sorella Daniela, il tecnico-imprenditore, ha deciso di dar vita agli oggetti che Laura disegnava, che è nata La Tilde.

Con l’aiuto degli attrezzi e della sapienza del papà, esperto artigiano, le due crearono le prime collane e subito dopo il loro articolo più famoso la Phone-bag, un intreccio armonioso tra oggetti antichi, di cui hanno catturato l’essenza, con il design innovativo. Materiali di pregio, continuo affinamento delle tecniche produttive, ricerche creative instancabili danno vita a quelli che loro amano definire «pezzi unici che ti raccontano una storia». Vere e proprie opere d’arte che si rivolgono ad un target ricercato ed elegante, le loro creazioni sono state oggetto di “fashion wish-list” da parte di personaggi famosi come Federica Pellegrini e La Pina di Radio Deejay.

Le allieve sono rimaste particolarmente colpite dai tempi brevi con cui una buona idea può diventare un successo commerciale, in fondo “La Tilde” è nata nel 2009 e oggi è un brand internazionale il cui maggior mercato è quello che subisce più profondamente il fascino dal vero Made in Italy: l’Oriente.

«Non è stato facile – commenta Daniela – siamo dovute entrare in un mondo marketing oriented che a noi era completamente estraneo: pensare a un prodotto commercialmente riconoscibile, legato ad un marchio che completasse la sua identità, decidere il target a cui rivolgerci e differenziare i modelli e i prodotti per poter ampliare la gamma clienti, il tutto con la difficoltà che ogni creazione è completamente artigianale».

«Il secondo passo – riprende Laura – è stato definire i canali di vendita e rimanervi fedeli», in questo momento vendono direttamente ai negozi e la loro rete vendita si sta lentamente e progressivamente espandendo, dall’Italia al Giappone. «È importante che, se un giorno deciderete di aprire una vostra attività, sappiate adattarvi al mercato, scegliendo anche i giusti canali di comunicazione, fare scelte chiare e coerenti con l’identità che avete dato al prodotto e alla vostra concezione di azienda, senza sottovalutare la sempre crescente potenzialità della tecnologia, internet, social network».

Una lezione di imprenditoria che ha entusiasmato e motivato le classi riempiendo le loro menti di idee e speranze, nonché di orgoglio l’Apro che ha rivissuto una delle storie di successi professionali di ex allievi per le quali si sente, seppur in minima parte, un po’ responsabile.