Nuovo ospedale: adeguare i posti letto al ruolo strategico che avrà Verduno

ALBA Dopo il partecipato incontro di alcuni giorni fa il Comitato nuovo ospedale ha diffuso un articolato comunicato, che riportiamo qui sotto. Di sanità e nuovo ospedale se ne parla diffusamente sul numero di Gazzetta in edicola domani, martedì 2 dicembre.

In merito al piano di riordino della sanità piemontese approvato dalla Giunta regionale, il Comitato promotore ospedale Alba-Bra esprime apprezzamento per l’inserimento dell’ospedale di Verduno fra i punti nevralgici della rete ospedaliera come dea di 1° livello. Ciò conferma la determinazione delle Regione a completare l’ospedale di Verduno in tempi molto brevi, compatibili con la rimodulazione della rete ospedaliera prevista entro il 2016 dalla relativa delibera regionale.

Tuttavia per il raggiungimento di questo obiettivo è fondamentale dare seguito all’impegno più volte espresso dall’assessore regionale Saitta e dal presidente della Giunta regionale Chiamparino di volere completare l’opera, definendo in tempi brevi ed in modo preciso il piano finanziario per terminare la costruzione dell’ospedale senza ulteriori ritardi. Nuove chiusure del cantiere renderebbero poco credibile l’inserimento dell’ospedale di Verduno nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera formulato dalla Regione. A questo proposito sarà molto importante anche l’impegno dell’Asl Cn2 e dei Comuni di Alba e Bra affinché siano avviate le procedure per assicurare al progetto la disponibilità finanziaria derivante dalla cessione delle due vecchie strutture di Alba e Bra.

La delibera regionale prevede un taglio generalizzato dei posti letto determinato sia dalle indicazioni nazionali che prevedono la riduzione dei posti letto ad un massimo di 3,7 per per mille abitanti, sia dalla necessità della Regione di attuare un piano di rientro economico. Pertanto anche per l’ospedale di Verduno è inevitabile prospettare una riduzione dei posti letto rispetto agli standard con cui era stato progettato più di dieci anni fa. Tuttavia non sarebbe neppure corretto realizzare il nuovo ospedale sulla base di una semplice fotografia della realtà sanitaria esistente nell’Asl Cn2. Nel corso di questi anni, infatti, la scarsa disponibilità di risorse economiche legata alla più bassa quota capitaria della regione e la scarsa opportunità di realizzare investimenti in opere di ammodernamento e di adeguamento delle strutture esistenti in attesa della realizzazione del nuovo ospedale, hanno certamente creato una situazione di sofferenza nell’offerta sanitaria della nostra zona.

La quota di posti letto che sarà assegnata all’Asl Cn2 dovrà pertanto essere adeguata alle funzioni e al ruolo che il nuovo ospedale dovrà svolgere. Come infatti ha avuto modo di evidenziare lo stesso assessore Saitta e come viene confermato dalla delibera regionale che, ad esempio, assegna a Verduno la seconda emodinamica della provincia di Cuneo, l’ospedale di Verduno avrà una valenza superiore alla semplice somma dei due attuali nosocomi. Fatte le debite proporzioni dei bacini di utenza, il numero di posti letto della nuova struttura potrebbe essere calcolato sulla base di quanto la delibera regionale attribuisce ai nuovi ospedali di Asti e Biella.

Un’ultima considerazione riguarda il ruolo crescente che dovrà assumere in futuro la rete dei servizi territoriali, a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e della prevalenza delle malattie croniche. La stessa delibera regionale riconosce a questi servizi il ruolo importante che potrebbero svolgere anche nella riduzione dei ricoveri, diminuendone sia il numero che la durata. A questo proposito il nostro territorio, che in questi anni è stato capace di immaginare con grande anticipo i tempi di una riorganizzazione ospedaliera progettando la chiusura di due ospedali per realizzarne uno più moderno ed efficiente, potrebbe ragionevolmente candidarsi a realizzare un nuovo modello di integrazione ospedale-territorio, in grado di garantire una miglior assistenza e cura ai cittadini compatibile con la necessità di contenere i costi del sistema sanitario.

 

Comitato Promotore Ospedale Alba-Bra