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Parigi sotto assedio, il racconto di una ragazza albese

PARIGI (Francia) Parigi ha vissuto lunghe ore d’assedio. Venerdì 9 gennaio, i fratelli  Kouachi, presunti autori della strage alla redazione del periodico satirico Charlie Hebdo, si sono asserragliati in una tipografia a Dammartin, 40 km a Nord della capitale francese e hanno preso in ostaggio il titolare. Nel frattempo un uomo, il presunto killer di una poliziotta a Montrouge nella giornata di giovedì 8 gennaio, probabilmente collegato agli ambienti frequentati dai fratelli Kouachi, ha preso in ostaggio cinque persone in un supermercato nella zona est di Parigi.

Una situazione caotica – conclusasi nel pomeriggio di venerdì 9 gennaio con l’uccisione dei terroristi da parte delle forze dell’ordine transalpine – che hanno vissuto in prima persona alcuni albesi che risiedono nella capitale francese. Tra loro la studentessa Isabella Giovannini (foto), che ha provato l’angoscia di una città assediata. «Il supermercato dove un uomo ha preso in ostaggio cinque persone è a 2 km da dove vivo, la redazione di Charlie Hebdo è praticamente dietro casa, abbiamo avuto molta paura. Le linee della metro sono rimaste a lungo sotto controllo e alcune addirittura bloccate, anche verso Trocadero, dove dicevano ci fosse stato un conflitto a fuoco. Dopo l’attentato al giornale la situazione sembrava essere tornata alla normalità, per precipitare nuovamente nella giornata di venerdì. Volevo uscire, ma ho sentito cosa stava succedendo e ho deciso di rimanere a casa: il traffico era rallentato e ovunque c’erano strade chiuse. Era anche arrivato l’ordine del Ministero della chiusura di tutte le attività nel Marais, il quartiere ebraico a pochi passi da dove vivo. Vivere in questo clima di paura è bruttissimo».

Marcello Pasquero

L’intervista completa sul numero di Gazzetta in edicola domani, 13 gennaio.