L’intervista al vincitore di Sanremo Giovani Giovanni Caccamo

INTERVISTA. Giovanni Caccamo è nato a Modica, in Sicilia, nel 1990 ed è stato scoperto da Franco Battiato. In attesa dell’uscita del suo primo album, in lavorazione per Sugar music, ha aperto i concerti del tour Apriti Sesamo        di Battiato in tutta Italia. L’indifferenza è il titolo del suo primo singolo. Il brano è stato scritto da Giovanni e prodotto da Franco Battiato e Pino Pinaxa Pischetola. A novembre 2013 è partito il suo primo tour Live at home
giunto alla sua cinquantesima data. Una tournée acustica europea in giro per le case: tra le tappe anche Parigi, Zurigo e Londra. Mentore e sostenitore dell’artista è anche lo showman Rosario Fiorello, in occasione della sua trasmissione radiofonica Edicola Fiore.

Caccamo salirà presto sul palco di Sanremo con Ritornerò da te. Lo abbiamo intervistato grazie al manager della Sugar Francesco Pasquero, priocchese d’origine e grande amico di Gazzetta (il colloquio è avvenuto qualche settimana prima il suo successo a Sanremo Giovani).

A 18 anni hai lasciato Modica per tentare la fortuna. Quanto è stato difficile abbandonare la famiglia, gli amici, gli affetti più cari, Giovanni?
«Andare via non è stato difficile. Finita la scuola avevo voglia e bisogno di “aria nuova”; tuttavia non appena ti allontani dalla tua terra inizi ad amarla e desiderarla. Questa malinconia mi ha portato a scrivere tanto. In tanti momenti ho pensato di voler mollare, ma la passione ha sempre vinto».
Nei tuoi brani è chiara la vena cantautorale e l’influenza di Franco Battiato. Come lo hai conosciuto?
«Mi trovavo in Sicilia per le vacanze e seppi che Battiato aveva affittato una casa a Donnalucata. Il 9 agosto di due anni fa mi appostai dietro un cespuglio e gli consegnai il mio album: il pomeriggio stesso lui mi contattò. Da lì iniziammo a collaborare. Il grande dono che mi ha fatto è stato quello di credere nella mia arte e nell’autenticità
della mia musica».
Nel 2010 tentasti l’avventura a X-Factor. Qual è il tuo pensiero sui talent show?
«Penso siano un’ottima opportunità per chiunque abbia un talento vocale. Ma la mia strada era un’altra. Ed eccomi
qui nella meravigliosa famiglia Sugar».
Tra poco salirai sul palco dell’Ariston, coronando il sogno di ogni cantante italiano. Come te lo sei immaginato?
«Il mio antidoto per salire su un palco del genere è pensare alla musica; pensare a ogni nota e a ogni parola che
in quel momento sto “tirando fuori”. Sarà un’emozione, ma credo che caricarsi di ansia non serva».
Parlaci del brano che vorresti presentare.
«Ritornerò da te parla dell’augurio che ognuno ha di “ritornare” a se stesso».
Puoi fare un augurio ai nostri lettori?
Agli amici di Gazzetta d’Alba auguro di trovare del tempo per se stessi. Il regalo più grande che possiamo farci
per vivere meglio è dedicarci del tempo, per non perdere di vista chi siamo».

 m.p.