Alba saluta i grandi del “G8 del vino”

ALBA. Si è appena conclusa la VI edizione del Boroli Wine Forum.  Produttori e critica  del mondo del vino sono stati coinvolti dalla provocatoria conduzione di Franz Botré editore di Spirito di Vino ed esperto di comunicazione, che ha chiuso il dibattio del “G8 del Vino” di questo anno ad Alba.

Molti gli argomenti messi in campo da Botré che ha evidenziato la strettissima identificazione di un vino con il territorio di origine e di quanto sia fondamentale saper comunicare chiaramente questo legame per ottenere il riconoscimento da parte dei consumatori, soprattutto all’estero. “Comunicare bene, comunicare a tutti è infatti il trend che deve interessare chi intende continuare a fare export. Una tendenza che in questi ultimi anni è cresciuta grazie ad una nuova generazione di eno-giornalisti capaci di fare “storytelling” soprattutto sul web, argomento molto caro a tutta la critica internazionale” così come ha spiegato Botrè.
Non è mancata la citazione di un mainstream comunicativo come quello delle “trasmissioni dedicate al cibo ed agli chef dove però si parla poco di vini” che è servita per capire quali siano le strategie di comunicazione messe in atto dai diversi produttori ed
ospiti presenti. Tra essi, Margareth Henriquez Presidente e Ceo Krug:  “Il rapporto tra qualità del prodotto ed emozione provata dal consumatore è la chiave per riuscire a vincere la sfida nel mercato, una sfida che si vince solo con la reputazione ed un profondo senso di responsabilità. Se il lusso è un’emozione allora questa esiste solo se scaturisce dalle radici di un marchio, dalla sua storicità e dal percorso che ha compiuto per arrivare sino ad oggi. Ecco perché è importante “stare vicino ai consumatori” portandoli verso le aziende o meglio dentro le aziende stesse, per offrire un’esperienza diretta con il prodotto”.
Tra gli ospiti di livello internazionale, anche i rappresentanti di due aziende che hanno le radici in Langa e guardano al mondo: Cantine Voerzio e Pio Cesare. Queste le loro riflessioni.

Roberto Voerzio, delle cantine Voerzio, ha dichiarato: “In cantina abbiamo sempre lavorato in modo tradizionale nella semplicità totale in tutte le varie fasi, dalla vinificazione all’imbottigliamento, senza nessuna interferenza, lasciando spazio alla diversità dei “terroir”, permettendo a ogni vigneto di dare il suo vino. In 25 anni abbiamo avuto moltissime soddisfazioni: sicuramente tra le più importanti, quella di essere riusciti ad entrare nel cuore di molti appassionati dei più grandi vini rossi del mondo”.

Pio Boffa, patron di Pio Cesare, ha sottolineato: “Il nostro territorio comunica da solo con le sue colline, i paesi, l’intrecciarsi dei colli tra di loro, come lingue di terra irregolari, i paesaggi sempre diversi, la gente che è la più grande risorsa dei nostri territori. Ecco perché per noi è importante portare i consumatori nel nostro territorio, per far vedere e provare la vera essenza della nostra terra”.