I sindaci rivogliono il treno da Alba ad Asti ma servono almeno 15 milioni

ALBA I sindaci insistono per la riapertura della ferrovia Alba-Asti. Numerosi primi cittadini, insieme ai comitati, si sono riuniti in un doppio appuntamento la scorsa settimana (nei Comuni di Alba e Monforte) per chiedere in coro all’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco di fare il possibile per riaprire la tratta interrotta a causa della galleria Ghersi, resa inagibile dall’erosione e dalle frane. Una tratta che se riutilizzata rappresenterebbe una preziosa risorsa non solo per gli studenti e i pendolari ma anche per i turisti, sempre più numerosi in seguito al riconoscimento di Langhe, Roero e Monferrato come patrimonio Unesco. Lo stesso coro ha bocciato l’idea, di recente appoggiata dall’europarlamentare albese Alberto Cirio, di una pista ciclabile che andrebbe a sostituire la tratta inutilizzata. Pista ciclabile che è pur sempre, secondo gli amministratori e i comitati, realizzabile lungo il Tanaro su un tracciato già esistente e già finanziato da fondi regionali.

Balocco, che negli scorsi giorni ha eseguito un sopralluogo della Ghersi con tecnici Aipo, si è reso conto delle difficoltà che un ripristino del genere comporterebbe. I tecnici hanno parlato della necessità di deviare un tratto del fiume che attraverso l’erosione sta interessando parte della galleria e sta facendo scivolare i binari. È in corso quindi una perizia per quantificare in maniera esatta il costo degli interventi di messa in sicurezza e capire se c’è la possibilità di aumentare il punteggio a chi comprenderà tale tratta nella domanda di partecipazione al bando pubblico per la gestione delle ferrovie locali. La gara d’appalto in fase di studio interesserà non solo la tratta Alba-Asti ma l’intero sistema ferroviario del Basso Piemonte: la strategia regionale in corso, infatti, è stata quella di dividere in tre lotti le ferrovie del Piemonte (Nord, Sud e Area Metropolitana) e di aprire gare d’appalto per individuare partnership con Rfi, attuale gestore delle linee.

Spesa che comunque pare sia lontana dai 40 milioni indicati da Cirio. «I dati più recenti di Rfi indicano un costo stimato di 15 milioni» spiegano in un comunicato congiunto Ivano Martinetti, consigliere comunale albese, Mauro Campo, consigliere regionale e Federico Valetti, vicepresidente della commissione trasporti, tutti del Movimento 5 stelle. «La Regione ha commissionato al Politecnico di Torino uno studio aggiornato sottolineando che l’investimento sarebbe realizzato da Rfi ammortizzabile su di un periodo di 50 anni, riducendone significativamente l’impatto finanziario, cosa non possibile invece per una pista ciclabile. Treno e biciclette sono due modalità complementari di trasporto, non concorrenziali. Ai fini turistici è certamente meglio avere un’offerta che li comprenda entrambi».

Maurizio Bongioanni