Alba spende più di Roma per il teatro

L’INCHIESTA . Quanto conta il teatro per l’Amministrazione albese? Tanto. Lo dice la classifica del portale di statistica Open bilanci (www.openbilanci.it): tra i 67 Comuni piemontesi con più di 10 mila abitanti, Alba è il secondo in quanto a spese per il teatro, che raggiungono i 42 euro per cittadino. Un dato inferiore, in Piemonte, solo a quello del Comune di Saluzzo, che spende 64 euro pro capite, ma superiore alla media delle quindici città più popolose d’Italia, che ogni anno investono 21 euro (guidano Firenze, Venezia e Roma con 75, 74 e 38 euro).

Dati che mostrano una particolare sensibilità per la cultura ma che riaprono un dibattito un po’ obsoleto, ma mai risolto: quello dell’utilità, per una pubblica amministrazione, di investire nei servizi culturali a domanda individuale che costano tanto e fruttano, contabilmente parlando, poco. Nel bilancio 2013, il più recente disponibile sul sito del Comune, le spese teatrali ammontano a 711 mila euro (16,1 euro per ciascuno dei 44 mila spettatori; la cifra, però, non è esaustiva delle spese teatrali, alcune delle quali sono contabilizzate in altre voci di bilancio) e proventi per 367 mila euro (8,3 euro da ogni spettatore), con una copertura del 52 per cento, superiore al 34 per cento del 2012 (costi 773 mila euro; entrate 264 mila euro) ma ancora distante dal cento per cento, forse irraggiungibile.
Peraltro, negli ultimi anni, il Comune ha accantonato una cifra di riserva (30 mila euro nel 2013; 35 mila nel 2012) per coprire le somme che teme di non riuscire a incassare.

Sul numero di Gazzetta in edicola, tutti i dati sul tema, le cifre delle sponsorizzazioni e l’intervista all’assessore albese alla cultura Fabio Tripaldi.

Enrico Fonte