Carlo Bo (FI) propone: cediamo quote Egea

ALBA Il consigliere azzurro propone di vendere metà della partecipazione comunale della multiutility per realizzare interventi, soprattutto di viabilità.

Lo Stato chiede ai Comuni di risparmiare sulle società partecipate e Forza Italia lancia una proposta choc: lasciare in parte Egea, la multiutility di gas, luce e calore che ha quotato in Borsa un minibond da 15 milioni di euro. In realtà, il gruppo forzista guidato in Consiglio da Carlo Bo non pensa agli obblighi di legge quanto a reperire euro da destinare ai cantieri.
Consigliere Bo, quale rapporto lega Alba a Egea?
«Alba, proprietaria del 6,3 per cento del capitale sociale (quota inferiore all’8,2 iniziale per via della mancata partecipazione alle ricapitalizzazioni), è il terzo socio in assoluto, il primo se si considera solo il pubblico. La quota in mano al Comune è pari a 86.097 azioni e ha un valore nominale di circa 3 milioni di euro. Osservando, però, si scopre altro».
Che cosa?
«La quota comunale, secondo un mio ragionamento, vale in realtà il triplo, quasi 9 milioni di euro. Questo perché la crescita di Egea ha determinato un incremento del valore delle azioni. Lo conferma un’operazione del 2011 con cui Egea ha rilevato quote comunali di Set e Stirano, pagandole con proprie azioni, valutate 104 euro ciascuna, tre volte tanto la cifra (35 euro) su cui si basa il calcolo del valore nominale».
La partecipazione in Egea quanto “rende” al Comune?
«Un dividendo di circa 60 mila euro annui, utilizzabili per spese correnti. Si tratta di una cifra importante, soprattutto se si considera che Alba aveva pagato pressoché nulla le azioni che fruttano questo dividendo. Ma la cessione di una parte cospicua della quota potrebbe garantire benefici maggiori».
Perché?
«I proventi della vendita di partecipazioni societarie non sono soggetti al Patto di stabilità e possono essere spesi senza vincoli temporali. L’unica condizione è impiegarli per opere pubbliche. In soldoni, ipotizzando di vendere metà della partecipazione, Alba potrebbe disporre di oltre 4 milioni di euro spendibili in lavori pubblici».
Quali opere potrebbero essere realizzate?
«Ritengo che la priorità vada assegnata agli interventi legati alla viabilità, tra cui due sottopassi a Mussotto in prossimità della ferrovia e nuove strade per snellire il traffico nei punti di ingresso della città, in particolare alla Moretta».

Carini: servizi, occupazione, investimenti

Se tra gli amministratori comunali, chi più chi meno, l’idea di vendere una parte delle azioni di Egea non dispiace, lo stesso non si può dire per i vertici dell’azienda. «Al momento il Comune non è intenzionato a ridurre la sua partecipazione e la delibera di fine marzo lo conferma», commenta il direttore dei rapporti con il territorio Sebastiano Contegiacomo.

La storia tra la multiutility e il Comune di Alba dura dal 1997, anno in cui l’Amministrazione di piazza Duomo insieme a quelle di 47 Comuni (saliti poi a 126) deliberò l’acquisto delle quote Egea. «Il modello di collaborazione tra privato e pubblico, sperimentato con successo ad Alba ed esportato in altre realtà, ha dato frutti tangibili, come i 170 milioni di euro di investimenti in cinque anni nelle Langhe e nel Roero, oltre all’avvio di importanti progetti, come la gestione e l’efficientamento energetico della rete di illuminazione pubblica di Alba. Il tutto sotto il controllo del Consiglio di sorveglianza, composto da sette membri, due dei quali (uno è il presidente) nominati dai soci pubblici», osserva Contegiacomo.
Insistiamo, parlando della proposta del forzista Carlo Bo e chiediamo: in futuro una riduzione della partecipazione di Alba al gruppo Egea è attuabile?
Risponde l’amministratore delegato Pier Paolo Carini: «Non si può sapere ciò che accadrà in futuro. Nel medio periodo comunque non si parla di uscita dei Comuni ma, al contrario, di un ampliamento della base azionaria, visto che la collaborazione tra pubblico e privato sembra poter continuare ad assicurare grandi risultati sia per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti, sia per gli investimenti che per l’occupazione. Per questo intendiamo emettere un prestito obbligazionario convertibile (in azioni) rivolto soprattutto ai piccoli risparmiatori, che il Consiglio di sorveglianza ha approvato».

e.f.

Sul numero di Gazzetta d’Alba in edicola, il servizio completo, con i dati economici della multiutility albese e il commento del sindaco Maurizio Marello.