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Quanto vale il mercato mondiale del tartufo?

INCHIESTA Fiera: si discute in commissione sulla gestione del Palatartufo a Expo-Turist
Quale volto avrà il cortile della Maddalena tra qualche anno? Sarà, sull’esempio della vigna allestita per Vinum, un giardino o resterà la sede del Mercato mondiale del tartufo durante la Fiera d’autunno? Il dibattito è destinato a infuocarsi, perché nell’ultima riunione della terza commissione consiliare è deflagrato un caso.

Alla richiesta proveniente dai banchi della minoranza di ragguagli sulla gestione del cortile della Maddalena durante la rassegna dedicata al Tuber magnatum Pico, il neopresidente dell’Ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba Liliana Allena e il predecessore Antonio Degiacomi, invitati per un’audizione, hanno spiegato che da alcuni anni la società Expo-Turist (nata per iniziativa dell’Associazione commercianti albesi), insieme a Wellcom e Uniart, si occupa del funzionamento del Palatartufo per conto dell’Ente fiera, al quale ha trasferito quest’anno una cifra vicina agli 80 mila euro. Una spiegazione che non ha convinto il capogruppo di Forza Italia Carlo Bo e i grillini, che dopo l’incontro hanno approfondito la questione. «Abbiamo chiesto come mai il servizio venga appaltato sempre alla Expo-Turist e ci è stato detto che si tratta di una pratica consolidata. È una risposta inaccettabile, anche perché nel direttivo della società che prende in carico la gestione del Mercato del tartufo ci sono persone strettamente legate all’Ente fiera», afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle, Ivano Martinetti.

Pur riconoscendo «grandi meriti nella valorizzazione della Fiera da parte dell’Ente», Martinetti riscontra anomalie di carattere economico. «Visto che ha subìto in sei anni una riduzione di contributi di oltre 200 mila euro, l’Ente fiera potrebbe pensare di incassare di più con una gestione diretta, senza affidamenti a terzi», spiega il consigliere pentastellato, aggiungendo: «L’Ente fiera, e di conseguenza il Comune (che ne è socio, insieme all’Associazione commercianti albesi e alla Giostra delle cento torri) devono riappropriarsi del Mercato del tartufo che, per quanto costoso e difficoltoso dal punto di vista organizzativo, genera un introito rilevante. Secondo i dati che ci è dato conoscere e che ci piacerebbe approfondire i ricavi derivanti da AlbaQualità (la manifestazione all’interno del Mercato pensata per promuovere il tartufo e le altre eccellenze) sembrerebbero aggirarsi intorno ai 300 mila euro. È una cifra che riteniamo inferiore rispetto agli introiti reali, se si considera che ognuno dei 60 spazi viene assegnato a 3-4 mila euro e che vengono staccati almeno 90 mila biglietti al prezzo di 2,5 euro ciascuno (anche se molti beneficiano di sconti), senza considerare che nel Palatartufo è pure presente un ristorante. Se l’Ente fiera non dispone di risorse sufficienti per gestire direttamente lo spazio, si dovrebbe allora indire un bando pubblico che, a parità di servizio offerto, riconosca all’Ente un compenso proporzionale al giro di affari complessivo generato».

Sul numero di Gazzetta in edicola, le dichiarazioni di Antonio Degiacomi, Paola Farinetti, Giuliano Viglione e Carlo Bo

Enrico Fonte