Cuneo dice stop alla crisi

INCHIESTA. La Granda ha il tasso di disoccupazione più basso della regione, 5,3 per cento.
Maurizio Maggi è ricercatore di Ires Piemonte (Istituto di ricerche economiche e sociali). Con lui tentiamo di guardare a quella che pare un’oggettiva ripresa del contesto economico.
Gli indicatori economici e quelli relativi all’export in particolare sono in ripresa. Che cosa ne pensa, Maggi?
«Le ragioni principali sono due: la tenuta o l’aumento della domanda in alcuni Paesi e il traino sulle esportazioni degli altri, incluso il nostro. Secondo, la debolezza dell’euro verso il dollaro e le principali valute, che rende più competitivi i nostri prodotti».
In questo quadro, come si colloca la provincia di Cuneo?
«Ripresa della produzione (al secondo posto, dopo Torino) e intensità della ripresa produttiva manifatturiera (non distante da Novara) confermano il quadro positivo di Cuneo. L’andamento nel corso del 2014, dopo un primo slancio, si è attenuato nel secondo semestre, pur restando positivo: nella media annua la produzione industriale è cresciuta dell’1,7 per cento. Resta il fatto che la Granda ha saputo mantenere il proprio potenziale produttivo nel corso della lunga crisi. Nel periodo 2007-2013, infatti, la perdita di produzione è contenuta al -3,3 per cento, circa un terzo di quanto si riscontra per la regione. Il primo trimestre 2015 sembra confermare la migliore performance dell’industria cuneese con una crescita del +1,5 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in un quadro regionale nel complesso ancora negativo».
E l’export?
«Nel primo trimestre dell’anno, le esportazioni della Granda sono cresciute a un tasso rilevante, del 7,6 per cento, grazie soprattutto a Polonia e Svizzera. Il tasso di disoccupazione (5,3 per cento) è il più basso del Piemonte e si riduce rispetto all’anno precedente, riassorbendo le tensioni occupazionali che sembravano investire anche la provincia in seguito alla recessione. La domanda di lavoro risulta ancora nell’insieme poco dinamica, con un netto divario fra albese e saluzzese, in ripresa, e gli altri bacini. Cuneo recupera il primo posto nella classifica della qualità della vita per tempi di vita, reti e benessere soggettivo».
Matteo Viberti