Odissea della speranza fa tappa a Verduno

SOLIDARIETÀ. Fulvio Silvestri ha ospitato il gruppo francese impegnato nel giro del mondo
Youen Le Quintrec, Benoit Le Quentrec, Nicolas Lefèvre e Thomas Balloy hanno 24 anni, sono cicloturisti francesi e insieme a Yvan Guillouzic di 27 anni e suo padre, Gérard Guillouzic, 55 anni, hanno girato il mondo. 15.000 chilometri in un anno, in bicicletta, anzi 5 biciclette e un cart, perché Gérard soffre di sclerosi multipla a placche da una decina di anni. Presidente dal 2009 della Odyssey of Hope, associazione della quale sono tutti membri, Gérard dice di essere uno spirito viaggiatore, che si è mai fermato di fronte alla malattia. E con questo viaggio – il World cycling tour against multiple sclerosis – ha potuto scoprire Paesi, culture e approcci diversi alla sclerosi multipla nonostante la sua disabilità.
«L’America del Nord tratta la malattia a livello neurologico, mentre il Giappone e la Turchia credono più nell’influenza di nutrizione e fattori ambientali», dice Gérard. «Ho potuto portare la mia esperienza di viaggiatore disabile nel mondo solo grazie a questi cinque ragazzi fantastici. Sto meglio ora di quando sono partito. Un consiglio? Mai prendersi troppo seriamente».

E nelle loro tante fermate sono stati adottati da Verduno, che per due giorni ha offerto loro cibo e accoglienza. Tutto è nato grazie al sito Warm showers (docce calde): uno strumento per lo scambio di ospitalità tra cicloturisti, internazionale e gratuito nel quale hanno incontrato la disponibilità di Fulvio Silvestri, amante del mondo visto attraverso le due ruote e una macchina fotografica.
È Yvan il primo a parlare: «Ci conosciamo da tempo. Tre anni fa, ancora universitari, abbiamo deciso di compiere questo viaggio e tutti i guadagni erano destinati a ciò. La parte organizzativa è stata estenuante, programmare i voli fra continenti, cercare i centri che trattavano la sclerosi multipla nel mondo, trovare fondi». «Siamo partiti il 14 luglio 2014 dal Nord della Francia e torneremo fra un mese in Bretagna, consapevoli di aver vissuto un anno meraviglioso», aggiunge Thomas.

La familiarità fra loro è tangibile, in un anno più che amici sono diventati una famiglia. E portano il cart di Gérard a turno, pedalando in media 80 chilometri al giorno, vento e tempo permettendo. Ma c’è dell’altro: un violino, una chitarra e una fisarmonica. Diplomati al Conservatorio, non potevano lasciare la musica per un anno e così «suoniamo per chi ci ospita, per il paese in cui ci troviamo, per noi: è un momento di allegria e spensieratezza che ci aiuta ad alleggerire il carico psicologico che la sm porta con sé», spiega Youen.
Il loro viaggio può essere seguito sul sito worldtour-ms.com o in diretta twitter@MSWorldTour.
Cinzia Grande