Firmate l’otto per mille alla Chiesa cattolica

Egregio direttore, stiamo vivendo il periodo della dichiarazione dei redditi. Approfitto del nostro settimanale Gazzetta d’Alba, per invitare i cattolici dell’albese, che hanno a cuore la Chiesa e le proprie parrocchie, a firmare per l’otto per mille alla Chiesa cattolica. È un modo utile e necessario per collaborare con i nostri sacerdoti nelle varie comunità parrocchiali. Per svolgere al meglio il lavoro pastorale, occorrono numerose strutture (chiese, cappelle, oratori, locali) che hanno un costo non indifferente per mantenerle in buono stato. Quando andiamo nelle nostre chiese, desideriamo trovarle sempre in ordine, pulite, ben illuminate e d’inverno riscaldate come si deve. Desideriamo anche trovare accoglienti le varie strutture dell’oratorio, dove si radunano i nostri giovani e i tanti gruppi di persone di ogni età. Non possiamo pensare che i sacerdoti, sempre meno numerosi e sempre più avanti negli anni, possano accollarsi, oltre il lavoro pastorale, anche l’onere di tenere in piedi tutte le strutture, senza un aiuto materiale di noi cattolici. Firmiamo tutti, non ci costerà neanche un euro in più di quello che dobbiamo sborsare per le tasse.

Giovanna Margiaria

È ancora possibile destinare l’8 per mille presentando il modello CU e il Modello unico entro il 30 settembre. Nel frattempo sono stati resi noti i dati dei redditi 2011, ripartiti nel 2015. La Chiesa cattolica si è aggiudicata ancora una volta, con l’80% delle scelte e 1,2 miliardi incassati, la maggioranza delle donazioni. Allo Stato, scelto dal 15%, sono andati 195 milioni; 40,2 milioni alla Chiesa valdese; 5,8 milioni alla Comunità ebraica; 4,1 alla Chiesa evangelica luterana; 2,4 milioni all’Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno e 1,5 milioni alle Assemblee di Dio in Italia. I dati confermano la grande fiducia che gli italiani hanno ancora nella Chiesa cattolica. Tutte le indicazioni sulle entrate versate alla Conferenza episcopale italiana, si trovano nel sito www.8xmille.it. La Cei utilizza i fondi ricevuti, secondo quanto previsto dalla legge, per tre finalità: esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana; interventi caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo; sostentamento dei sacerdoti. Superando gli obblighi di legge, la Chiesa è impegnata in un progetto di trasparenza visibile nel sito. Si tratta di una mappa interattiva in cui localizzare e visionare tutte le iniziative finanziate dalla Cei in Italia.