Ore decisive in Regione per la vicenda delle firme false del Pd

È attesa per domani, giovedì, l’udienza del Tar sulle firme false per le elezioni 2014

POLITICA Il 9 luglio potrebbe rivelarsi un giorno decisivo per il destino dell’Amministrazione regionale. È attesa la nuova udienza del giudizio avviato dinnanzi al Tar dal ricorso presentato dall’ex consigliera provinciale del Carroccio Patrizia Borgarello in merito alle anomalie riscontrate nella raccolta delle firme per la presentazione della lista regionale “Chiamparino presidente” e di quelle delle circoscrizioni provinciali a Torino e Cuneo “Monviso” e Pd.

Sergio Chiamparino

Dal canto Sergio Chiamparino ha più volte affermato che rassegnerà le dimissioni se i giudici amministrativi non faranno piena chiarezza. Una posizione ribadita anche nei giorni scorsi, quando il Governatore è stato invitato a ripensarci dai vertici del Pd. «Non credo che i nostri elettori, e nemmeno in generale tutti i piemontesi, sarebbero d’accordo nel vedermi ripetere quanto ha fatto Roberto Cota, che ha anteposto l’attaccamento alla poltrona alla legalità e alla certezza dell’azione di governo», la replica dell’ex sindaco di Torino.

Quindi il rischio di tornare alle urne è concreto. Semmai la vera incognita è costituita dai tempi dell’inchiesta penale (generata dall’esposto presentato dall’europarlamentare leghista Mario Borghezio) che corre parallelamente al giudizio amministrativo e che andrà a ritardare la pronuncia del Tar. Probabile quindi che la decisione del Governatore slitti almeno fino a settembre in caso di un rinvio tecnico da parte del Tribunale amministrativo. In ogni caso, qualora venissero indette nuove elezioni regionali dovrebbe essere nuovamente Sergio Chiamparino il candidato del centro-sinistra.

L’Ansa riporta un dichiarazione dell’ex presidente della Regione, Roberto Cota: «Avvicinandosi al 9 di luglio, pare emergere con maggior chiarezza la verità su quello che sarebbe successo sulle liste del Pd e di Chiamparino. Secondo la ricostruzione dei giornali, a pochi giorni dalla consegna delle liste nella segretaria del Pd si sarebbero messi a ricopiare le firme dei cittadini e degli autenticatori per una modifica sul listino di ‘ Chiamparino Presidentè». Così l’ex governatore leghista Cota, su Facebook. «C’è altro da dire – domanda Cota – visto che sono state annullate le elezioni del 2010 per una questione secondaria, che non riguardava nè la Lega, nè il listino del Presidente»?

«Questa incertezza non fa bene. Noi auspichiamo che il problema venga risolto senza discontinuità». Lo ha detto il presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato, a proposito delle possibili dimissioni del presidente della Regione, Sergio Chiamparino, se il Tar il 9 luglio non scioglierà ogni dubbio sulla legittimità delle sue elezioni. «Sono d’accordo con il presidente della Regione che non si può stare nell’incertezza troppo a lungo. Proprio ora che i fondi ci sono e che bisogna fare i bandi. Andare avanti così non permette di sostenere i venti di ripresa», ha aggiunto Carbonato.