Cirio: Le imprese colpite dall’alluvione 1994 non dovranno restituire gli sgravi

L’Italia ha commesso alcuni errori nella concessione degli sgravi alle imprese colpite dall’alluvione del 1994, ma ormai è tardi per chiedere il recupero delle somme. È la conclusione a cui è giunta la Commissione europea dopo una lunga indagine, partita nel 2012 su segnalazione di un giudice italiano, su alcuni casi di agevolazioni in seguito a calamità naturali come la riduzione del 90% delle imposte, dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi obbligatori.

Alberto Cirio con la danese Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza

L’europarlamentare Alberto Cirio ricorda: «Questa indagine è stata la mia prima preoccupazione quando sono stato eletto al Parlamento europeo a luglio 2014. Ho anche incontrato il commissario Vestager, che si occupa di concorrenza, che ha concordato con me nel definire “crazy” la possibilità di richiedere alle imprese aiuti percepiti oltre 20 anni fa. La decisione della Commissione ha confermato la nostra linea: nonostante ci siano state delle leggerezze da parte dei governi che si sono succeduti, non si può chiedere la restituzione di somme percepite da così tanto tempo, poiché la legge italiana non impone l’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni e quindi non si può più valutare se c’è stata sovra compensazione».

L’eventuale decisone di far restituire i fondi avrebbe rischiato di mettere in ginocchio migliaia di aziende in tutta Italia: sono, infatti, 80 mila quelle che hanno usufruito di questa forma di aiuto negli anni, 60mila delle quali ancora in attività.

Cirio aggiunge: «Questa decisione ci dimostra, poi, che la Commissione europea non è quel mostro burocratizzato che è stato spesso dipinto, e che se si lavora con serietà e impegno e sopratutto si seguono passo-passo le pratiche italiane si possono ottenere grandi risultati. Infatti non soltanto chi ha beneficiato di questi aiuti non dovrà restituirli, ma anche tutte quelle aziende che non lo hanno ancora fatto avranno un precedente importante per ottenere dal Governo italiano parità di trattamento».

In merito ai numerosi casi pendenti davanti alla giustizia nazionale, infatti, la palla passa ora al Governo nazionale che dovrà adeguarsi a quanto stabilito dalla Commissione Ue e assicurare parità di trattamento a tutte le imprese dei territori colpiti da queste calamità.