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Una vita per la danza. Damiano Ferrero balla in tv

Mercoledì 19 agosto alle 23 (e in replica il sabato alle 15.30) sul canale televisivo Real time parte il programma Paso doble che avrà fra i protagonisti il ballerino Damiano Ferrero: la troupe del programma ha seguito durante la stagione lui e la sua partner e altre coppie di ballerini, per realizzare un racconto in sei puntate della realtà di chi pratica danza sportiva.

Classe 1988, nato ad Alba ma residente a San Donato di Mango, Damiano Ferrero è un ballerino di successo, che partecipa alle competizioni internazionali e programmi televisivi. Gazzetta lo ha intervistato.

Damiano, quando ti sei appassionato al ballo?

«La mia passione per la danza è nata per caso: da piccolo sognavo di fare di tutto, dal meccanico al calciatore, all’agricoltore al pilota… ma, mai e poi mai, il ballerino! Una scuola di ballo di Canelli, nel 1999, aveva organizzato un corso nel mio paese e tutti i miei coetanei si erano iscritti. Io andavo a vedere le lezioni ma non facevo altro che ridere di loro; all’epoca nelle mie gambe e nella mia testa correva solo la passione per il calcio, sognavo di poter giocare nella Juventus insieme a Del Piero. Però nella serata conclusiva di quel corso mia cugina mi invitò a fare un ballo, era una mazurka, e io dapprima rifiutai deciso, poi, non so bene per quale motivo, iniziai a ballare con lei. Da subito mi ha conquistato il fatto di muoversi a ritmo di musica, sentire che il ritmo scandiva i passi da eseguire: mi sentivo uno strumento in più che arricchiva la musica. Dopo lo stupore iniziale ci presi gusto, così iniziai a ballare trovando una ballerina e poi avvicinandomi alle prime competizioni. Nelle prime gare presentavo le danze tradizionali, il liscio, poi sono passato alle danze standard e latine. Parallelamente continuavo anche a giocare a calcio ma dopo un infortunio dovetti scegliere quale strada intraprendere. Decisi di proseguire con la danza: quando ballavo mi sentivo vivo e pieno di emozioni, era come parlare agli altri e a me stesso senza dire una parola. Continuai a studiare e allenarmi duramente, cambiando percorsi alla costante ricerca di nuovi stimoli e mettendomi in gioco nelle competizioni nazionali e internazionali. La mia carriera agonistica ebbe una svolta quando incontrai la mia attuale maestra Laura Ullio, direttrice tecnica della scuola di ballo Dance abc dance di Chivasso, cui attualmente sono iscritto».

Perché questa figura è così importante per te?

«Devo tutto a lei, che ha creduto in me sia sotto l’aspetto professionale che umano. Seguendo i suoi preziosi consigli sono riuscito a raggiungere negli anni risultati che mi parevano impossibili come vincere campionati regionali, conquistare la Coppa Italia nella categoria A2 e proprio quest’anno aggiudicarmi il passaggio di categoria nella massima classe, quella internazionale. Sempre grazie a Laura ho avuto la possibilità di partecipare come concorrente a Baila su Canale 5 nel 2011. Questa esperienza mi ha fatto conoscere un lato della danza che fino a quel momento avevo sottovalutato, vivere la danza sotto forma di spettacolo oltre che nell’ambito sportivo: è stata un’avventura che mi ha insegnato molto e mi ha aperto tante porte. Non nascondo il fatto che la televisione mi aveva dato molta visibilità in quel periodo, anche perché avevamo vinto sempre tutte le sfide tranne purtroppo quella finale. L’amaro in bocca per non essere riuscito a portare a casa la vittoria ogni tanto lo sento ancora, ma se ci penso alla fine avevo già vinto solo per il fatto di essere lì a ballare. Tante sono state le persone che mi hanno seguito e sostenuto, a partire dagli amici, la famiglia, i compaesani, tutte persone che non smetterò mai di ringraziare».

Dopo cosa è successo?

«Quando si concluse quella esperienza ripresi subito le competizioni e continuai a studiare. Nei mesi successivi presi una decisione importante: aprire la scuola di ballo Star dance a Santo Stefano Belbo. Così la danza mi stava regalando un altro tassello importante della mia vita, la possibilità di trasformare la passione in un lavoro. Un lavoro che come gli altri bisogna seguire con costanza e massimo impegno di tempo e di testa, perché è in continua evoluzione, e per essere competitivi bisogna essere sempre aggiornati e pronti. Attualmente partecipo ancora alle competizioni e la mia ballerina è Elisa Dan».

Com’è nata questa coppia?

«Balliamo insieme da tre anni, è una ragazza di Milano che per dedicarsi alla danza ha scelto di trasferirsi a Torino. All’epoca eravamo entrambi senza partner e dopo la prima prova abbiamo deciso di unire le nostre carriere. Con lei si è instaurato un ottimo rapporto lavorativo e agonistico, anche insieme ai maestri che ci seguono a Milano ovvero Alessio Giammatteo e Romina Tumolo; altre due figure importanti che ci hanno sostenuto sempre, anche nei momenti più delicati. Elisa ed io quest’anno abbiamo avuto una stagione lunghissima, piena di competizioni nazionali e internazionali; dopo mille sacrifici e duro lavoro siamo riusciti a conquistare l’obiettivo prefissato a inizio stagione, il passaggio alla categoria internazionale. Siamo molto soddisfatti del traguardo raggiunto, non tanto per il risultato in sé ma per tutto il percorso che abbiamo affrontato insieme per arrivare all’obiettivo. Credo che il viaggio per raggiungere una meta sia molto più importante della meta stessa: si chiama esperienza e farà sempre parte del nostro bagaglio sia professionale che umano. Logicamente c’è ancora tanto da fare, nuovi obiettivi da raggiungere e sogni da realizzare».

Quali sono questi sogni?

«Per il futuro ci sono tanti progetti, uno di questi è scalare il più possibile la classifica internazionale, che adesso ci vede tra le prime 300 coppie al mondo. Intanto continuo a studiare per mettere a disposizione degli altri la mie conoscenze e aiutarli a realizzare i loro sogni, da ballare per il semplice piacere di divertirsi a vincere campionati e gare. Auguro alle coppie agonistiche che seguo il migliore dei successi, che possano conquistare tutto quello che non sono riuscito a conquistare io nella mia carriera. Le vittorie più grandi che ricorderò sempre sono i grazie ricevuti dalle persone che hanno scelto di appoggiarsi a me per imparare a divertirsi con il ballo, sono i sorrisi, gli applausi e gli occhi pieni di stupore della gente dopo un’esibizione o una gara, tutte emozioni che valgono molto più di una medaglia o una coppa. Per quanto riguarda i progetti a lungo termine, vorrei in futuro passare dall’altra parte della pista, diventando un giudice. Per adesso, fino a quando le gambe mi reggono, continuerò a cercare di migliorare me stesso ogni giorno».

 a.r.