La Caritas: i senzatetto aumenteranno ancora

INTERVISTA. Incontriamo don Gigi Alessandria, direttore del Centro di accoglienza di via Pola. Nella struttura gestita dalla Caritas sono ospitati i senzatetto e gli indigenti. Viene offerto loro un pasto caldo e un riparo, oltre all’assistenza legata all’igiene e alle piccole spese.
Il centro è punto di riferimento per chi, in città, non riesce a fronteggiare i bisogni di sussistenza. Qual è la situazione, don Gigi?
«Oggi il centro è aperto soltanto a pranzo. La chiusura estiva ci ha consentito di apportare alcune modifiche. Riapriremo il dormitorio tra qualche giorno: attendiamo almeno venti o trenta persone, senzatetto o individui in condizione di indigenza. Non si tratta soltanto di stranieri, ma anche di italiani con gravi difficoltà economiche. La situazione appare in rapido peggioramento, perché mentre un tempo si rivolgevano a noi giovani in cerca di lavoro e in condizione di temporanea povertà – riuscivamo a ricollocarli in un ragionevole lasso di tempo – oggi i nostri utenti sono più anziani, sovente malati, difficili da reinserire nel mercato occupazionale».
Come fate a fronteggiare questa emergenza?
«Grazie alle donazioni e al lavoro volontario. Possiamo contare su una comunità sensibile: ci regalano cibo, lavoro gratuito, talvolta denaro. In futuro tuttavia prevediamo peggioramenti, nuovi ingressi e problematiche da affrontare. In città la situazione appare critica a causa delle condizioni occupazionali sfavorevoli, all’emergenza casa, all’afflusso di immigrati».
La struttura accoglie i profughi in fuga dai conflitti?
«Oggi accogliamo dieci profughi africani. Anche in questo caso, il costo dell’assistenza ammonterebbe a 50/60 euro al giorno ciascuno. Ne riceviamo 35 per vitto, alloggio, spese. Sono pochi, a differenza di quanto pensa la gente. Per fortuna i ragazzi ospiti sono sani, altrimenti i costi dei trasporti all’ospedale, del dentista o delle visite specialistiche sarebbero per noi insostenibili».

Matteo Viberti