Sosteniamo il diritto dei genitori all’educazione dei propri figli

Cari genitori, insegnanti e catechisti, penso che siate a conoscenza dell’intenzione del Governo di approvare il ddl Cirinnà, che equipara le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio e apre all’abominevole pratica dell’utero in affitto. Come sposa, madre e catechista, sento la necessità di risvegliare le coscienze di voi genitori, primi educatori dei vostri figli. Noi vegliamo nelle piazze in silenzio per sostenere e difendere la famiglia, cellula fondante della società, e promuoviamo il diritto di ogni bambino a crescere con il suo papà e la sua mamma. Non basta applaudire papa Francesco, occorre seguirne gli insegnamenti. Sulla teoria gender, nel discorso dell’11 aprile 2014 ai rappresentanti dell’Ufficio nazionale cattolico dell’infanzia, ha affermato: «Occorre sostenere il diritto dei genitori all’educazione dei propri figli e rifiutare ogni tipo di sperimentazione educativa sui bambini e sui giovani, usati come cavie da laboratorio in scuole, che somigliano sempre di più a campi di rieducazione e ricordano gli orrori della manipolazione educativa già vissuta nelle grandi dittature genocide del secolo XX, oggi sostituite dalla dittatura del pensiero unico». E ancora papa Francesco ci invita a cantare la bellezza del matrimonio e di essere maschi e femmine, chiamati a donare una nuova vita.
Lettera firmata

Si è appena concluso il Sinodo sulla famiglia, in cui la Chiesa ha ribadito il proprio sì alla famiglia voluta da Dio, formata da un uomo e da una donna, aperta alla vita e unita da un amore indissolubile. Nella relazione finale, leggiamo che l’ideologia del “gender”, la quale nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna, è una grande sfida culturale odierna. Essa «induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata a un’opzione individualistica». Da parte cristiana la reazione migliore l’ha indicata papa Francesco nel discorso conclusivo. Occorre «annunciare il Vangelo all’uomo di oggi, difendendo la famiglia da tutti gli attacchi ideologici e individualistici». Però «senza mai cadere nel pericolo del relativismo oppure di demonizzare gli altri», ma cercando di «abbracciare pienamente e coraggiosamente la bontà e la misericordia di Dio».