Carni sicure e garantite: i macellai albesi rispondono all’allarme dell’Oms

ALBA L’allarme destato dalle comunicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità in merito alla classificazione delle carni lavorate fra le sostanze cancerogene (il documenti in inglese) ha scosso l’opinione pubblica. Le categorie più interessate dalla filiera della carne, in particolare della carne rossa, fra cui i macellai che più di altri hanno un contatto diretto e immediato con i consumatori, intendono tranquillizzare la clientela attraverso opportuni approfondimenti e distinguo.

Flavio Tomatis, capogruppo dei macellai albesi: «Certe notizie partono sempre con grande clamore e superficialità, ma quando si analizzano a fondo i fatti si scopre che l’allarmismo non ha motivo d’essere. La clientela viene a comprare nelle nostre macellerie perché si fida del nostro lavoro e delle garanzie che forniamo circa la salubrità e la provenienza delle carni. L’allarme colpisce di più chi non fa la spesa in prima persona e quindi non conosce il prodotto. Non è la prima volta che il settore della carne è nel mirino, ma abbiamo realizzato che in genere la clientela, come reazione, va ulteriormente alla ricerca della qualità».

Occorre inoltre precisare che gli studi che oggi “fanno titolo” originano da Paesi nei quali il consumo della carne rossa è effettivamente molto massiccio, a differenza del’Italia dove invece da anni si assiste ad un riequilibrio orientato maggiormente alla qualità.

«Un organismo a livello mondiale – sostiene il direttore dell’Associazione commercianti albesi, Giuliano Viglione – non può generalizzare il contenuto di studi scientifici a livello globale, senza tenere conto delle realtà nazionali, che si differenziano per consumi e per tipologia di allevamento del bestiame e di controlli sanitari. In Italia in generale ma soprattutto nel nostro territorio, severe verifiche partono dall’allevamento e accompagnano la filiera della carne attraverso la macellazione, la vendita, fino al consumatore finale».

Sul tema interviene il direttore del servizio veterinario Area igiene alimenti origine animale dell’Asl Cn2, Mauro Noè: «Il settore delle carni in Italia è il più controllato e l’efficacia dei controlli è riconosciuta non solo nel resto d’Europa ma in tutto il mondo. Abbiamo però un difetto, che riguarda l’informazione alimentare. Questo è un esempio classico di come uno studio scientifico, che ha fondamento, venga divulgato senza specificare effettivi rischi e conseguenze. Abbiamo la fortuna – sottolinea Noè – di poter contare sulla dieta mediterranea, nella quale la carne è elemento essenziale come afferente di proteine, ma che tuttavia è estremamente varia. In questo contesto, il nostro territorio risulta privilegiato poiché le carni, sotto gli aspetti della lavorazione e della cottura, non subiscono generalmente i trattamenti contestati dall’Oms come più pericolosi in quanto artefici dello sviluppo di processi biochimici dannosi per la salute. A ridurre ulteriormente i rischi si aggiungono i controlli suddetti e la professionalità degli operatori».