La libertà dei servi secondo Viroli

ALBA. È stato Maurizio Viroli, docente di teoria pratica all’Università di Princeton e di comunicazione politica all’Università della Svizzera italiana e autore del saggio La libertà dei servi, il protagonista dell’incontro Rinascita morale e civile in Italia, organizzato dall’associazione Livingstone sabato scorso. Al centro del dibattito l’immobilismo sociale e culturale del Paese.
Viroli, chi sono i servi della società contemporanea?
«Il servo volontario è colui che decide liberamente di essere ai comandi di un altro uomo per ottenere denaro, fama e protezione dalle leggi. Questo tipo di persona è un adulatore, parla solo per compiacere il signore, non ha idee proprie, usa le parole del suo capo e non fa nulla per dispiacere quest’ultimo. Qualora il signore diventi più debole, il servo lo abbandona».
Esiste un modello alternativo al servo a cui ispirarsi?
«La storia è caratterizzata da innumerevoli personaggi da cui prendere esempio, purtroppo sono stati dimenticati. L’elenco è lungo, tra gli altri Guido Calogero, Ferruccio Parri, Carlo Rosselli, Piero Calamandrei, Adolfo Omodeo, Nello Rosselli, Leone Ginzburg».
Che cosa serve per combattere l’immobilismo politico sociale?
«In Italia, il principale problema è la mancanza di libertà interiore che, detto in altre parole, è il senso del dovere. Stiamo vivendo in una società in cui cittadini ed élite politica tendono verso un unico fine: l’accumulazione di beni esteriori. Non vi è l’attenzione alla dimensione interiore, dietro gli occhi delle persone si cela un vuoto profondo. Per fuggire quindi da questo immobilismo è necessario riempire l’anima di pensieri propri, non avere paura della solitudine, leggere e avere la pazienza di dialogare con gli altri, insomma ciò che si è fatto per secoli».
È quindi possibile la rinascita di questo Paese?
«Il buio è calato sopra l’Italia e siamo solo all’inizio di una lunga notte. Come si può pensare a una rinascita di questo Paese se non vi sono, anzi se ne contano troppo poche, persone libere e cittadini consapevoli e la Costituzione repubblicana viene devastata? Se non si rispetta quest’ultima che cosa si può rispettare?».

Manuela Anfosso