Sami, l’orgoglio di essere italiano

LA STORIA «Uno dei giorni più belli della mia vita». Così ha definito la giornata vissuta, sabato 3 ottobre, Sami Hajji, trentatreenne di origine tunisina che ha prestato giuramento nel municipio di Grinzane Cavour diventando a tutti gli effetti cittadino italiano. «Mi sento italiano dal primo giorno che sono arrivato ad Alba e da 14 anni aspettavo questo momento», spiega a Gazzetta Sami, protagonista di una lunga intervista, a marzo, in cui attaccava duramente gli attentatori del museo del Bardo a Tunisi. Rappresentante in zona del partito democraticamente eletto e al governo in Tunisia “Nidaa Tunes”, Hajji più volte in passato si è espresso contro l’estremismo islamico, ma ora vuole raccontare un’altra storia, la sua.

«Sono arrivato ad Alba nel 2001 con un visto regolare per ricongiungermi con mio fratello che viveva nella città del tartufo dal 1996. Dal 2001 al 2003 ho lavorato per la cooperativa Vitale Robaldo, in Ferrero. Dal 2003, fino a oggi mi sono occupato di taglio laser per la ditta Samia di Roddi. Per sette anni sono stato volontario presso la Croce rossa di Alba, un’esperienza che mi ha aiutato molto a crescere e integrarmi».
Oggi Sami vive a Gallo con la moglie e una figlioletta di 2 anni e 8 mesi e spiega: «Sono molto legato alle mie origini tunisine, ma negli ultimi 14 anni ho trascorso in Tunisia meno di 4 mesi, per questo ora sento che la mia casa è qui e voglio fare il mio dovere come italiano».
Realizzato un sogno ora Sami ne ha uno, forse, ancora più grande: «Un giorno vorrei diventare consigliere comunale o parlamentare per fare capire che la maggioranza degli immigrati, in questo Paese, è qui per lavorare e ama l’Italia forse anche più di tanti italiani che danno per scontati molti dei diritti che hanno per nascita. Spesso a far notizia è la minoranza che delinque, la realtà è molto diversa ed è fatta di tante persone oneste che, come me, qui hanno trovato una casa e che si sentono profondamente italiane».

m.p.