Un ponte di solidarietà tra Alba e Genova

Gentile direttore, vorrei fare una domanda ai lettori: è possibile costruire ponti di solidarietà, pace, amore e amore fra paesi, regioni, nazioni, e anche fra parrocchie e diocesi? Io credo di sì. I mass media ci pongono davanti agli occhi muri di separazione che si erigono ancora oggi in Europa, e vogliono impedirci di prenderci cura di tanti fratelli rifugiati. Desidero far conoscere ai lettori un fatto: quest’estate è stato gettato un ponte di solidarietà fra Alba e Genova. Ringrazio il Centro volontari assistenza di Alba, e in modo particolare Piervanni Toppino, per avermi dato la possibilità di portare gratuitamente una carrozzina per invalidi a una mia cugina di Genova, afflitta da grave malattia. Da Genova, mia cugina ha potuto trasferirsi a Monterosso al mare, e godere di qualche settimana di vacanza. Pochi giorni prima di mancare, l’ho incontrata, e abbracciandomi ha voluto esprimermi la sua gratitudine per i volontari di Alba. Credo che questo ponte di solidarietà costruito fra persone che nemmeno si conoscono, sia una bella storia, meritevole di essere conosciuta.
Giosetta Sclopis

Grazie per questa bella testimonianza. È una storia che merita senz’altro di essere conosciuta. Anche per rincuorare le persone, e sono tante, che ogni giorno si spendono per gli altri in diversi modi. Come i membri del Centro volontari assistenza di Alba. A volte c’è il rischio di scoraggiarsi, di pensare che il bene che si fa sia troppo piccolo, inutile, una goccia in mezzo al mare. Oppure si immagina che l’odio, la paura dell’altro, le diverse forme di chiusura che ogni giorno riempiono le cronache, siano troppo estese, forti, invincibili. A volte sembra che non ci sia più speranza. Ma non è così. Il bene è ancora tanto. Sono molti coloro che non si lasciano incantare dai messaggi che invitano all’individualismo, a pensare solo a se stessi, ai pericoli che l’altro rappresenta. Ci sono tante persone buone e c’è tanto bene in ognuno di noi, c’è voglia di pace, di perdono, di amore, di benevolenza. I gesti di accoglienza e di solidarietà, di amore disinteressato sono numerosi. Solo che non fanno rumore. Perché chi fa il bene veramente non lo ostenta. Non scoraggiamoci, dunque, ricordiamo e ringraziamo i tanti volontari che si danno da fare per gli altri. E ricordiamo le parole di Gesù: «Si è più beati nel dare che nel ricevere!» (Atti 20,35).