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La beffa del bonus bebè: tanti ritardi e fondi finiti

LA STORIA C’è la mamma di gemelli che di bonus ne attendeva due, quella che nel frattempo ha avuto un altro figlio
(e ricevuto il nuovo bonus per il 2015)  e, soprattutto, tante famiglie (con reddito Isee inferiore a 36 mila euro) che in tutto l’albese e il braidese contavano su quel contributo di 250 euro pro capite “promesso” dalla Regione alla nascita dei loro figli, nel 2013.

L’Asl Cn2  è tra quelle che non hanno ancora ricevuto il bonus bebè destinato a bambini che stanno per compiere 3 anni. Soltanto a febbraio i funzionari hanno iniziato a emettere i mandati di pagamento rispettando l’ordine con cui erano state completate le istruttorie. I beneficiari del bonus 2013 sono oltre 13 mila bambini per un impegno di spesa a carico delle precarie casse regionali di oltre 3 milioni di euro. Per 7.671 bambini (compresi quelli residenti nel territorio dell’azienda sanitaria di Cuneo), la Regione ha emesso i mandati di pagamento, ma per gli oltre 6 mila rimanenti (tra cui circa 550 nell’albese e nel braidese), non ci sono più soldi. Rispondendo a una interrogazione della consigliera regionale cuneese dei Moderati Maria Carla Chiapello, l’assessore regionale alle politiche familiari Augusto Ferrari ha ribadito che l’impegno da parte della Regione a erogare i bonus bebè 2013 c’è e i pagamenti saranno disposti compatibilmente con la liquidità nelle casse regionali. Dal 2014, poi quel tipo di bonus è stato cancellato.
I nuovi bonus bebè introdotti dal Governo fino al 2017, invece, devono essere richiesti all’Inps e prevedono 80 euro al mese,
per un anno, nel caso in cui l’Isee non sia superiore a 25.000 euro annui e un importo doppio con indicatore di reddito inferiore a 7.000 euro.

Erica Asselle