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Latte: braccio di ferro sul prezzo

LATTE  «C’è la volontà di alimentare tensioni nel Paese con la provocatoria offerta di un centesimo in più per litro di latte che umilia il lavoro quotidiano degli allevatori italiani. Si vuole deliberatamente destabilizzare il sistema e far chiudere il maggior numero di stalle per dimezzare la produzione italiana e lucrare sull’importazione di latte da Paesi con meno controlli e bassa qualità».


Dichiarazioni dure, da parte di Coldiretti, per commentare il mancato accordo tra i rappresentanti dell’industria (Assolatte) e gli allevatori. Parole che sanciscono una spaccatura e sono preludio a proteste clamorose. Sul banco degli imputati prima di tutto il gruppo francese Lactalis che controlla con i marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli buona parte del mercato del latte italiano. L’Assolatte ha proposto un’offerta di acquisto di 35 centesimi al litro contro i 34 attuali, offerta ritenuta non sufficiente da parte degli allevatori. «L’accordo sul prezzo del latte, a queste condizioni, è impossibile. Le proposte degli industriali sono lontane dalle nostre richieste», commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.
Coldiretti, esprimendo le richieste degli allevatori chiede tra 38 e 41 centesimi al litro. Nella zona di Alba, Bra, Langhe e Roero i produttori di latte si contano sulla punta delle dita. Questo non impedisce però alla nostra zona di distinguersi, grazie, ancora una volta, alla Ferrero. L’azienda albese ha siglato nel 2008 un accordo con la Inalpi di Moretta per la fornitura della polvere di latte, rinnovabile per 20 anni. Accordo che garantisce ai 300 allevatori della Compral (fornitrice di Inalpi) una redditività superiore alla media italiana e premi per i conferenti che garantiscano una produzione no-Ogm certificata.
«In questo periodo in cui multinazionali come Lactalis cercano di minare il mercato italiano del latte è importante sottolineare esempi virtuosi come quello della Ferrero che ha optato per un prezzo indicizzato sopra la media e funziona bene. All’allevatore è garantita una redditività adeguata», commenta Enzo Pagliano, direttore di Coldiretti Cuneo.

Marcello Pasquero