Riorganizzazione aziendale per la Giordano Vini, preoccupazione tra i 400 dipendenti

DIANO D’ALBA «La preoccupazione è molta per i 394 dipendenti della Giordano Vini di Diano d’Alba, al centro di una riorganizzazione aziendale. Da tempo si parla della cessione del quartier generale della logistica a Marene dove sono impiegati 140 dipendenti e ora è arrivata la comunicazione dell’avvenuta cessione di due rami d’azienda per un totale di 82 dipendenti. È comprensibile la preoccupazione che abbiamo raccolto tra i lavoratori». A parlare sono i rappresentanti sindacali Fortunato La Spina (Fai-Cisl), Sophia Livingston (Flai-Cgil) e Giuseppe Meineri (Uila-Uil).

Giordano Vini, confluita con Provinco in Italian Wine Brands, cede rami d’azienda. A luglio la prima cessione di 11 impiegati informatici alla società Cosesa Srl di Empoli con un contratto identico a quello in essere per i dipendenti coinvolti e una garanzia occupazionale di almeno sette anni. Un processo indolore, insomma, con un’azienda, quella toscana, da 30 anni sul mercato dell’informatica.

Nel frattempo si è parlato più volte della paventata cessione del quartier generale della logistica di Marene dove sono impiegati 140 dipendenti. La comunicazione della cessione del personale impiegato a Valle Talloria, nel ramo post vendita è arrivata, invece, giovedì 19 novembre e diventerà effettiva dal primo gennaio 2016. 46 dipendenti di cui 13 a tempo parziale ceduti alla società palermitana 2B1 e a quella milanese che la controlla 2B1 Group. In base all’accordo sottoscritto tra le due parti dovrebbero essere garantite ai dipendenti le condizioni del contratto in essere, nella medesima sede. Nel contratto non è indicata però la durata della garanzia occupazionale, fatto che preoccupa le sigle sindacali che incontreranno la proprietà di Italian Wine Brands lunedì 23 novembre nella sede di Confindustria Cuneo.

Una seconda cessione, anche questa effettiva dal primo gennaio 2016, coinvolge 36 dipendenti del Contact Center di Torino che verrà ceduto alla Koiné Brescia, facente capo al gruppo Hci, leader nel mercato dei call center. In questo caso la garanzia occupazionale sarà di almeno 3 anni anche se i dipendenti non saranno più inquadrati con contratto alimentare, bensì nel Ccnl telecomunicazioni.

Marcello Pasquero